Inizio a pensare che la primavera abbia degli effetti collaterali. Mi guardo intorno e vedo le persone che adoro essere smarrite o numb, allora è ovvio pensare che sia colpa o della primavera che sta arrivando o dell'inverno che ancora non vuole andarsene.
Loro non sono al massimo, io non sono al massimo. Ho riscoperto un orgoglio pungente che un po' avevo tenuto a bada. Ho riscoperto quella permalosità che scalpitava sempre e comunque. E' saltato fuori quel lato troppo malinconico e contraddittorio che non mi piace e a cui non piaccio. Sì, perchè ogni tanto penso che il mio caratteraccio non aiuta. Non aiuta me a farmi capire, non aiuta gli altri a capirmi.
Lo stress è tanto, il tempo per vedersi troppo poco. L'università che troppo spesso appare come una perdita di tempo (leggere: inglese), il mal di testa, la noia e la rabbia. Il sorriso che prova a tornare piano piano, perchè lo so che c'è il sole.
Mi lamento come Brontolo, sono emotiva come Cucciolo, sono a volte razionale come Dotto, sono dormigliona come Pisolo e ho il raffreddore come Eolo. Insomma, sono una nana (anche di fatto, direi).
Forse è colpa della primavera, il sapere che le giornate si allungheranno, che ci sarà sempre più spesso il sole, avrò sempre più voglia di uscire e probabilmente sempre meno tempo per farlo...
...spero che l'8 di aprile arrivi in fretta (ah, da quel giorno la mia facoltà chiude e fino al 26 non riapre) e di poter passare un po' di tempo con chi voglio.
Tata
lunedì 20 marzo 2006
sabato 18 marzo 2006
Feeling numb
Be', visto che qualche tempo fa vi ho detto che questo è un periodo un po' così provo a spiegarvi anche un po' il perchè.......
Discorso università: le lezioni mi piacciono, cerco di studicchiare, il nuovo orario è tutt'altro che da suicidio, al contrario del primo semestre. Eppure ... sono così triste là.... ho perso tutte le compagne di viaggio del primo semestre che, tradotto, significa che tutte le ragazze con cui bene o male avevo instaurato un rapporto ora frequentano corsi diversi dai miei per cui...devo ricominciare tutto da capo e, chi mi conosce un po' lo sa, non è che sia una di quelle persone che fa amicizia in fretta con tutti. Però da ieri sono un po' più ottimista perchè ho conosciuto Wendy - troppo un bel nome :-D ! - che fa 2 corsi insieme a me e la giornata è trascorsa piacevolmente....
Discorso friends & co.: mi mancano un sacco!!! soprattutto mi manca la quotidianità dei rapporti... prima fra tutte Tata...sai, dopo 8 anni che sei abituata a condividere almeno 7 ore al giorno - metà della tua vita da sveglio praticamente - con una persona , è dura poi accontentarsi di vederla se proprio va bene una volta alla settimana.. sono contenta perchè riesco a vedere tutto sommato spesso l'altra mia Amica ( :-D )...però......tutti gli altri??? Paradossalmente, tra gli altri quello che vedo di più è un amico che ora abita a Venezia !!! E si riesce a vedersi quasi tutti i weekend...
Discorso love: sigh....... Ho buoni motivi per credere che le probabilità che l'amato mi corrisponda si aggirino intorno allo 0,9 % ...ok, è vero che finchè c'è lo 0,9 % c'è speranza però...... forse è meglio non illudersi ?!
Bene, dopo avervi stressato un po' l'anima me ne vado in palestra a liberare la mente....
Buon weekend a tutti :-) !!!
Gemini
Discorso università: le lezioni mi piacciono, cerco di studicchiare, il nuovo orario è tutt'altro che da suicidio, al contrario del primo semestre. Eppure ... sono così triste là.... ho perso tutte le compagne di viaggio del primo semestre che, tradotto, significa che tutte le ragazze con cui bene o male avevo instaurato un rapporto ora frequentano corsi diversi dai miei per cui...devo ricominciare tutto da capo e, chi mi conosce un po' lo sa, non è che sia una di quelle persone che fa amicizia in fretta con tutti. Però da ieri sono un po' più ottimista perchè ho conosciuto Wendy - troppo un bel nome :-D ! - che fa 2 corsi insieme a me e la giornata è trascorsa piacevolmente....
Discorso friends & co.: mi mancano un sacco!!! soprattutto mi manca la quotidianità dei rapporti... prima fra tutte Tata...sai, dopo 8 anni che sei abituata a condividere almeno 7 ore al giorno - metà della tua vita da sveglio praticamente - con una persona , è dura poi accontentarsi di vederla se proprio va bene una volta alla settimana.. sono contenta perchè riesco a vedere tutto sommato spesso l'altra mia Amica ( :-D )...però......tutti gli altri??? Paradossalmente, tra gli altri quello che vedo di più è un amico che ora abita a Venezia !!! E si riesce a vedersi quasi tutti i weekend...
Discorso love: sigh....... Ho buoni motivi per credere che le probabilità che l'amato mi corrisponda si aggirino intorno allo 0,9 % ...ok, è vero che finchè c'è lo 0,9 % c'è speranza però...... forse è meglio non illudersi ?!
Bene, dopo avervi stressato un po' l'anima me ne vado in palestra a liberare la mente....
Buon weekend a tutti :-) !!!
Gemini
giovedì 16 marzo 2006
Testa o cuore?!
Due possibilità: una di testa e una di cuore. (niente di così grave, don't worry)
e non so che fare... /lo sappiamo tutti che sono un tipo sentimentale.../
Tata
e non so che fare... /lo sappiamo tutti che sono un tipo sentimentale.../
Tata
lunedì 13 marzo 2006
perdono, perdono, perdonooo
Avete mai l'impressione che le cose vadano troppo bene e passate il vostro tempo a pensare che forse c'è qualcosa che non va?!
Bene, mi giudico una perfetta imbecille (quando ci vuole...). Le cose vanno alla grande, sono felice (anzi, siamo), ma per complicarmi la vita farei di tutto... così vado alla ricerca del pelo nell'uovo. Sarà che alle mie amiche ne succedono di tutti i colori...
Più che imbecille sono proprio scema.
Tata / mi sono ripresa, ma quanto mi autostresso?! (e stresso pure ;))
Bene, mi giudico una perfetta imbecille (quando ci vuole...). Le cose vanno alla grande, sono felice (anzi, siamo), ma per complicarmi la vita farei di tutto... così vado alla ricerca del pelo nell'uovo. Sarà che alle mie amiche ne succedono di tutti i colori...
Più che imbecille sono proprio scema.
Tata / mi sono ripresa, ma quanto mi autostresso?! (e stresso pure ;))
domenica 12 marzo 2006
Confusione
Ho appena finito di stuidiare 50 pagine di statistica. E' ufficiale: ne sapevo di più prima.
Ora esco con Gemini, chissà che non venga fuori un'illuminazione divina.
Tata / torno presto
Ora esco con Gemini, chissà che non venga fuori un'illuminazione divina.
Tata / torno presto
venerdì 10 marzo 2006
Lezioni di inglese
Pare che questo semestre mi tocchi riprendere in mano l'inglese. Quella cosa arrugginita che non scrivo da giugno e non parlo da novembre. Quella cosa che ho odiato e amato allo stesso tempo. Quella cosa in cui, al liceo, ho preso pure dei 4 e dei 9.
Inizio la grammatica e inizio il corso di inglese vero e proprio: si parla di Parlamento Europeo, di istituzioni inglesi e americane. Niente di eccezionale, niente di difficile.
Come in ogni allegra storiella c'è un ma...la mia prof, dovreste vederla. Italiana, ma vestita all'inglese, sulla sesantina, tutti dimostrati pienamente, con un caratterino da mammina rompiscatole e con una pronuncia oscena.
Quasta donnina fa lezione a modo suo. Arriva, ci chiede dove abbiamo pranzato, cosa abbiamo mangiato (ovviamente correggendo la nostra pronuncia da bambini dell'asilo) e poi ci racconta dov'è andata (in mensa), perchè è arrivata tardi a lezione (pullman), come si fanno le crostate. Sì, le crostate.
Poi, inizia la sua spiegazione scandendo ogni parola, ripetendo ogni cosa almeno 5 volte, facendo domande in giro per vedere se stiamo attenti. Ecco, io sclero. Non perchè io sia un geniaccio in inglese, ma perchè è troppo lenta, in pratica scrivo sotto dettatura, anzi... ho anche tempo di : fare squilli, parlare, criticare la sua pronuncia, aiutare chi non capisce (non mi capacito, c'è anche gente che non riesce a seguire...), mettere a posto gli appunti della lezione prima. Insomma, se non prendesse le frequenze, la sottoscritta studierebbe volentieri a casa...anche perchè, dimenticavo : ripete esattamente le parole scritte sul libro, non una in più, non una in meno (beh, l'ha scritto lei...).
Tata / già stressata
Inizio la grammatica e inizio il corso di inglese vero e proprio: si parla di Parlamento Europeo, di istituzioni inglesi e americane. Niente di eccezionale, niente di difficile.
Come in ogni allegra storiella c'è un ma...la mia prof, dovreste vederla. Italiana, ma vestita all'inglese, sulla sesantina, tutti dimostrati pienamente, con un caratterino da mammina rompiscatole e con una pronuncia oscena.
Quasta donnina fa lezione a modo suo. Arriva, ci chiede dove abbiamo pranzato, cosa abbiamo mangiato (ovviamente correggendo la nostra pronuncia da bambini dell'asilo) e poi ci racconta dov'è andata (in mensa), perchè è arrivata tardi a lezione (pullman), come si fanno le crostate. Sì, le crostate.
Poi, inizia la sua spiegazione scandendo ogni parola, ripetendo ogni cosa almeno 5 volte, facendo domande in giro per vedere se stiamo attenti. Ecco, io sclero. Non perchè io sia un geniaccio in inglese, ma perchè è troppo lenta, in pratica scrivo sotto dettatura, anzi... ho anche tempo di : fare squilli, parlare, criticare la sua pronuncia, aiutare chi non capisce (non mi capacito, c'è anche gente che non riesce a seguire...), mettere a posto gli appunti della lezione prima. Insomma, se non prendesse le frequenze, la sottoscritta studierebbe volentieri a casa...anche perchè, dimenticavo : ripete esattamente le parole scritte sul libro, non una in più, non una in meno (beh, l'ha scritto lei...).
Tata / già stressata
giovedì 9 marzo 2006
And now...I'm ready
Ieri ho scritto un post che oggi non c'è più e ancora non me ne capacito. Non una grave perdita, annunciavo solo che non sono ancora scappata su nessuna isola sperduta e che nonostante un po' di tempo lontana dal blog, qui e anche dai vicini (pure da quelli che non esistono più e che prima o poi troverò il coraggio di eliminare) un saltino lo facevo sempre.
Ora, non è che sono qui per nulla, ma per aprire una porticina, con attenzione...
Mesi fa ho stabilito che questo blog mi stava stretto, che non potevo, per tanti motivi, raccontare quello che volevo, come volevo e quando volevo. C'è voluto un po' di tempo per capire come potessi fare e dove potessi trasferire una parte di me. Quella parte con mille paranoie, con mille preoccupazioni e guai, ma anche la parte più emotiva, quella che non sa contenere la gioia e l'allegria. La parte nascosta, ma non troppo. Sarebbe meglio dire quella meno accessibile, perchè più...più mia e vi assicuro che in pochi sono arrivati a capire fino in fondo che cosa si nasconde dietro ogni gesto e ogni parola, che cosa ci sia davvero in questa pazzerella testa bionda o in questo cuore che batte tanto forte...
Sono pronta ad aprire la scatola con tutti i miei ricordi?! Con quei ricordi che non solo solo miei, che spesso sono condivisi?! Con quelle emozioni che ancora provo rileggendo?! Non del tutto, per ovvi motivi.
Il blog è privato, perchè chi vuole entrare dovrà essere consapevole che io, in quel blog, ci ho messo tutto, senza preoccuparmi di chi lo leggesse o di cosa potesse pensare... Insomma, a vostro rischio e pericolo entrare ;-).
Tata / Cristina
Update due giorni dopo: causa problemi tecnici devo togliere la privatizzazione alla scatola...al momento è agibile a tutti... Una sola cosa: entrate piano piano, magari bussate...non si sa mai...
Ora, non è che sono qui per nulla, ma per aprire una porticina, con attenzione...
Mesi fa ho stabilito che questo blog mi stava stretto, che non potevo, per tanti motivi, raccontare quello che volevo, come volevo e quando volevo. C'è voluto un po' di tempo per capire come potessi fare e dove potessi trasferire una parte di me. Quella parte con mille paranoie, con mille preoccupazioni e guai, ma anche la parte più emotiva, quella che non sa contenere la gioia e l'allegria. La parte nascosta, ma non troppo. Sarebbe meglio dire quella meno accessibile, perchè più...più mia e vi assicuro che in pochi sono arrivati a capire fino in fondo che cosa si nasconde dietro ogni gesto e ogni parola, che cosa ci sia davvero in questa pazzerella testa bionda o in questo cuore che batte tanto forte...
Sono pronta ad aprire la scatola con tutti i miei ricordi?! Con quei ricordi che non solo solo miei, che spesso sono condivisi?! Con quelle emozioni che ancora provo rileggendo?! Non del tutto, per ovvi motivi.
Il blog è privato, perchè chi vuole entrare dovrà essere consapevole che io, in quel blog, ci ho messo tutto, senza preoccuparmi di chi lo leggesse o di cosa potesse pensare... Insomma, a vostro rischio e pericolo entrare ;-).
Tata / Cristina
Update due giorni dopo: causa problemi tecnici devo togliere la privatizzazione alla scatola...al momento è agibile a tutti... Una sola cosa: entrate piano piano, magari bussate...non si sa mai...
martedì 28 febbraio 2006
Pronti a servire
Uno può avere paura di tante cose giusto?! Paura del BUIO, paura dei RAGNI, paura di BUTTARSI a così via...
Ma c'è una cosa che ora a me fa davvero paura: SCEGLIERE
Parlo di una scelta di vita, che presto o tardi dovrò compiere... questa scelta si chiama PARTENZA.
Sto parlando di un qualcosa che dovrebbe comportare la fine del cammino scout da EDUCATA e che darebbe il via ad un nuovo pezzo di strada da EDUCANTE.
Prendere la partenza, essenzialmente, significa rispondere sì ad una chiamata, dichiararsi pronti a servire....No no, non per un anno, per due....per tutta la vita..
Scegliere di Servire (scoutisticamente parlando) non significa per forza essere un capo scout per sempre...ma significa essere a disposizione del prossimo ed essere testimone della propria Fede nel mondo... Insomma una scelta che non si può prendere così su due piedi
Sabato e domenica c'è stata l'USCITA PARTENTI DI ZONA, un' uscita densa di spunti per riflettere e animata da una quarantina di ragazzi con le idee ancora un po' confuse, ma che credono nelle idee dello scoutismo ..con una meravigliosa veglia rover.....
Ho una po' paura...
"Sognai che la vita era gioia, mi svegliai e vidi che la vita era servizio, volli servire e vidi che il servizio era gioia"
Tagore
Gemini / tu chiamale se vuoi emozioni
Ma c'è una cosa che ora a me fa davvero paura: SCEGLIERE
Parlo di una scelta di vita, che presto o tardi dovrò compiere... questa scelta si chiama PARTENZA.
Sto parlando di un qualcosa che dovrebbe comportare la fine del cammino scout da EDUCATA e che darebbe il via ad un nuovo pezzo di strada da EDUCANTE.
Prendere la partenza, essenzialmente, significa rispondere sì ad una chiamata, dichiararsi pronti a servire....No no, non per un anno, per due....per tutta la vita..
Scegliere di Servire (scoutisticamente parlando) non significa per forza essere un capo scout per sempre...ma significa essere a disposizione del prossimo ed essere testimone della propria Fede nel mondo... Insomma una scelta che non si può prendere così su due piedi
Sabato e domenica c'è stata l'USCITA PARTENTI DI ZONA, un' uscita densa di spunti per riflettere e animata da una quarantina di ragazzi con le idee ancora un po' confuse, ma che credono nelle idee dello scoutismo ..con una meravigliosa veglia rover.....
Ho una po' paura...
"Sognai che la vita era gioia, mi svegliai e vidi che la vita era servizio, volli servire e vidi che il servizio era gioia"
Tagore
Gemini / tu chiamale se vuoi emozioni
Autospiegazione del gioco
Avviso: non è un post come tutti gli altri. Questo è un post esplicativo, perchè dopo aver visto la mia seconda partita e dopo aver sentito l'ennesima spiegazione (della breve durata di mezz'ora) devo spiegare ai meno esperti come funziona. Pronti?!
C'è questa palla, ovale e ruvida. Ci sono 30 uomini, sottolineo il 30, 15 per squadra, grandi, muscolosi e che scorrazzano in pantaloncini corti (già ottimi motivi per guardare una partita). C'è un campo con due porte ad H, ovviamente parallele. Fin qui sembra tutto chiaro.
Le due squadre schierano gli uomini di mischia e, ehm, gli uomini-non-so-cosa... mi sa che sono quelli di tre quarti. I primi sono quelli più grossi, quelli che si picchiano, quelli che si fanno male, quelli che devono conquistare la palla durante le mischie, appunto. Le mischie (aperte e chiuse, ma il principio è lo stesso): diciamo che c'è quella palletta e un po' di gente che si ammassa per prenderla, tanto da sembrare un grosso ragno, per intenderci. Poi ci sono gli altri che, niente, aspettano la palla e poi corrono (penso, ma non ho ancora ben chiaro chi siano e che cosa vogliano), cercando di non farsi acchiappare da quelli dell'altra squadra. Dico, avete presente quelle cose tipo "acchiappa il porcellino nel fango"?! Ecco. Funziona così: il porcellino, quello con la palla, scappa e i contadini, quelli dell'altra squadra, lo rincorrono, si lanciano e si rotolano nell'erba/fango/neve per catturarlo, dicesi placcaggio.
E questo per spiegare con che razza di gente si gioca.
I passaggi si fanno solo indietro, ad eccezione di quando prendono la palletta a calci, ma si può fare solo non oltre i 22 metri (boh, questo non sono sicurissima, ma sabato un omaccione ha calciato la palletta da fuori dai 22 metri e gli hanno fischiato un fallo... quindi...).
Obiettivo del gioco: fare meta. Il che significa che con la palla bisogna correre fino alla linea di fondo campo, vicino alla porta e sbatterla per terra. Fine?! No. C'è uno che nonsodaquantimetri deve calciare la palletta e farla passare sopra la traversa e attraverso i due pali. Cioè... vedete quest'H?! Bene, la palla deve passare sopra questa – e tra le due stanghette in alto. Se lo fa la meta è trasformata e la sua squadra fa qualche punto in più.
Queste sono le basi. Poi, ci sono anche le rimesse laterali, touches: due file parallele di uomini muscolosi (una per squadra), che alzano un tipo che ha il compito di acchiappare la palla al volo e passarla ai suoi amichetti, quelli che scorrazzano.
C'è, tra le altre cose, la maul che davvero è una cosa d-i-v-e-r-t-e-n-t-i-s-s-i-m-a da guardare. Le due squadre si spingono. Alla fine una delle due crolla (volontariamente, insomma io che sono in questa squadra non posso far cadere quelli dell'altra) e tu ti trovi davanti un ammasso informe di uomini, uno sopra l'altro e la palla spersa chissà dove, lì sotto, o sopra, o tra... Da qualche parte.
Chiaro!? Per me è chiarissimo. Mi sfuggono ancora: i punteggi (hanno provato e riprovato a spiegarmeli) e i falli, per il resto sono un'esperta... alla fine è un gioco interessante, poi, insomma, i rugbysti hanno il loro fascino (alcuni più di altri, ma io sono di parte)... Se qualcosa, ancora, non l'avete capita leggete qui, o chiedete a lui.
Tata / che aspetta, ridendo, la fucilazione
C'è questa palla, ovale e ruvida. Ci sono 30 uomini, sottolineo il 30, 15 per squadra, grandi, muscolosi e che scorrazzano in pantaloncini corti (già ottimi motivi per guardare una partita). C'è un campo con due porte ad H, ovviamente parallele. Fin qui sembra tutto chiaro.
Le due squadre schierano gli uomini di mischia e, ehm, gli uomini-non-so-cosa... mi sa che sono quelli di tre quarti. I primi sono quelli più grossi, quelli che si picchiano, quelli che si fanno male, quelli che devono conquistare la palla durante le mischie, appunto. Le mischie (aperte e chiuse, ma il principio è lo stesso): diciamo che c'è quella palletta e un po' di gente che si ammassa per prenderla, tanto da sembrare un grosso ragno, per intenderci. Poi ci sono gli altri che, niente, aspettano la palla e poi corrono (penso, ma non ho ancora ben chiaro chi siano e che cosa vogliano), cercando di non farsi acchiappare da quelli dell'altra squadra. Dico, avete presente quelle cose tipo "acchiappa il porcellino nel fango"?! Ecco. Funziona così: il porcellino, quello con la palla, scappa e i contadini, quelli dell'altra squadra, lo rincorrono, si lanciano e si rotolano nell'erba/fango/neve per catturarlo, dicesi placcaggio.
E questo per spiegare con che razza di gente si gioca.
I passaggi si fanno solo indietro, ad eccezione di quando prendono la palletta a calci, ma si può fare solo non oltre i 22 metri (boh, questo non sono sicurissima, ma sabato un omaccione ha calciato la palletta da fuori dai 22 metri e gli hanno fischiato un fallo... quindi...).
Obiettivo del gioco: fare meta. Il che significa che con la palla bisogna correre fino alla linea di fondo campo, vicino alla porta e sbatterla per terra. Fine?! No. C'è uno che nonsodaquantimetri deve calciare la palletta e farla passare sopra la traversa e attraverso i due pali. Cioè... vedete quest'H?! Bene, la palla deve passare sopra questa – e tra le due stanghette in alto. Se lo fa la meta è trasformata e la sua squadra fa qualche punto in più.
Queste sono le basi. Poi, ci sono anche le rimesse laterali, touches: due file parallele di uomini muscolosi (una per squadra), che alzano un tipo che ha il compito di acchiappare la palla al volo e passarla ai suoi amichetti, quelli che scorrazzano.
C'è, tra le altre cose, la maul che davvero è una cosa d-i-v-e-r-t-e-n-t-i-s-s-i-m-a da guardare. Le due squadre si spingono. Alla fine una delle due crolla (volontariamente, insomma io che sono in questa squadra non posso far cadere quelli dell'altra) e tu ti trovi davanti un ammasso informe di uomini, uno sopra l'altro e la palla spersa chissà dove, lì sotto, o sopra, o tra... Da qualche parte.
Chiaro!? Per me è chiarissimo. Mi sfuggono ancora: i punteggi (hanno provato e riprovato a spiegarmeli) e i falli, per il resto sono un'esperta... alla fine è un gioco interessante, poi, insomma, i rugbysti hanno il loro fascino (alcuni più di altri, ma io sono di parte)... Se qualcosa, ancora, non l'avete capita leggete qui, o chiedete a lui.
Tata / che aspetta, ridendo, la fucilazione
domenica 26 febbraio 2006
La notte prima degli esami
Approfittando del fatto che la tonsillite si è placata, che al cinema non si prende freddo, ieri sera è stato questo.
Recensione?! Beh, un film carino, niente che lasci proprio a bocca aperta, ma tanto per passare una seratina tranquilla e farsi qualche risata. Certo, la loro notte prima degli esami è un po', ehm, particolare, insomma, nulla a che fare con le mie notti passate al telefono...
Una cosa che cambierei nel film c'è, piccoli stupidi dettagli, ma...ecco...ehm...cioè... è una cosa talmente stupida che eviterò di scriverla... facciamo che chi mi conosce e andrà a vederlo capirà...
Tata / che sta guarendo (le medicine prese hanno fatto miracoli)
Recensione?! Beh, un film carino, niente che lasci proprio a bocca aperta, ma tanto per passare una seratina tranquilla e farsi qualche risata. Certo, la loro notte prima degli esami è un po', ehm, particolare, insomma, nulla a che fare con le mie notti passate al telefono...
Una cosa che cambierei nel film c'è, piccoli stupidi dettagli, ma...ecco...ehm...cioè... è una cosa talmente stupida che eviterò di scriverla... facciamo che chi mi conosce e andrà a vederlo capirà...
Tata / che sta guarendo (le medicine prese hanno fatto miracoli)
venerdì 24 febbraio 2006
E' ufficiale
ho la tonsillite. Anzi, ho la tonsillite solo alla tonsilla destra (solo io posso fare queste cose).
Traduzione!? Antibiotici, antibiotici, antibiotici, anti-infiammatori e un non-so-cosa da spruzzare in gola tre volte al giorno. Non posso uscire, faccio fatica a parlare (e per qualcuno magari è un mezzo miracolo) e, ovviamente, nel mio corpo entrano solo liquidi (e medicine).
Consolazione?! Tra poco il mio infermiere arriverà col gelato.
Tata / malaticcia
Traduzione!? Antibiotici, antibiotici, antibiotici, anti-infiammatori e un non-so-cosa da spruzzare in gola tre volte al giorno. Non posso uscire, faccio fatica a parlare (e per qualcuno magari è un mezzo miracolo) e, ovviamente, nel mio corpo entrano solo liquidi (e medicine).
Consolazione?! Tra poco il mio infermiere arriverà col gelato.
Tata / malaticcia
mercoledì 22 febbraio 2006
Volare...oo...cantare...oooo!!!
Bè sì...a quanto pare tata è l'unica che scrive su questo blog.... d'altro canto è lei la mente e l'anima di questo blog, la è sempre stata...
Per quanto mi riguarda qui si è in un periodo un po' così, un po' di letargo, un po' innamorati della persona sbagliata, un po' con la testa nel blu dipinto di blu ...
Tata mi raccomando.... qui la baracca la tieni in piedi tu eh?!
Gemini
Per quanto mi riguarda qui si è in un periodo un po' così, un po' di letargo, un po' innamorati della persona sbagliata, un po' con la testa nel blu dipinto di blu ...
Tata mi raccomando.... qui la baracca la tieni in piedi tu eh?!
Gemini
Perfezionismo imperfetto
La sveglia che suona, uff, è proprio ora!. Gli occhi che non vorrebbero aprirsi, in fondo potrei sempre prendere il treno dopo.
Alle 6:40 sul treno, anche se l'esame inizierà solo alle nove, ma funziona così: prima arrivi, prima fai l'esame. E lì, seduta a ripassare quell'unificazione italiana che su questo libro è spiegata male, troppa confusione. Le guerre d'indipendenza iniziano dalla seconda?! Dov'è finita la terza?!. Meno male che è uno degli argomenti che avrai sentito almeno 4-5 volte, tanto da sapere quasi tutto già alla perfezione.
Alle 8, con qualche amica, davanti all'aula ad aspettare l'omino-con-la-chiave. A ripassare, mamma quante cose non so. Rilleggere alcune pagine studiate e ristudiate, io nemmeno mi ricordavo di averle fatte 'ste cose. Vuoto.
Sono la settima, ne è valsa la pena di svegliarsi a quell'orario indecente. Mezz'ora a testa!? Tre domande!? Aiuto.
La verità!? Dentro me ridevo da morire. Direte: comìè possibile?! Ero agitata, ma io con gli esami di storia mi diverto. Così, me la sono cavata in venti minuti, due domande.
"Parliamo della rivoluzione industriale, mi sa mettere qualche paletto?!", lei e i paletti che altro non sono che date. "Lo so, chiedere le date è una domanda cattivella", certo, ma lei non mi conosce ancora. Così a sparare data su data, invenzione su invenzione. Perdendomi per dieci secondi sul boom demografico. Basta così.
"E ora, vediamo. Cosa mi sa dire dell'ascesa del Brandeburgo-Prussia". Lei si aspetta che io inizi dal '700, ma perchè mai!? Insomma, io se devo proprio, inizio dal '600. E anche lì, date, nomi e tutto il resto. Cose che nemmeno sapevo di sapere. Fino all'unificazione tedesca. Perdendomi una volta, ancora.
"Direi 29", ma dato che mi aspettavo la terza domanda la guardo allibita. "Il '29?!" e l'unica cosa che mi viene in mente è il crollo di Wall Street, ma siamo già nel '900... "No, intendevo il voto è 29. Per eccesso di zelo."
Beh, ecco... io... parlando a macchinetta un po' di errori si possono fare. Magari uscirsene con "1871 la creazione del regno d'It...ehm", quando stai parlando della Prussia, che soprattutto era un impero (sì, lo sapevo). Oppure, la domanda che le sorge spontanea quando ti metti a sproloquiare di acquisizione della Prussia, "ma chi c'era prima?!" e che razza di domanda è!? "Se ti dico che potresti arrivarci pensando a Hitler?!" e io che solo a sentire il nome ho gli incubi, "Ah, già...i cavalieri teutonici!".
Con l'influenza, una tonsillite paura, sono tornata a casa allegra e felice... e, ovviamente, adesso... non mi ricordo nulla...
Tata / che non riesce a dormire
Alle 6:40 sul treno, anche se l'esame inizierà solo alle nove, ma funziona così: prima arrivi, prima fai l'esame. E lì, seduta a ripassare quell'unificazione italiana che su questo libro è spiegata male, troppa confusione. Le guerre d'indipendenza iniziano dalla seconda?! Dov'è finita la terza?!. Meno male che è uno degli argomenti che avrai sentito almeno 4-5 volte, tanto da sapere quasi tutto già alla perfezione.
Alle 8, con qualche amica, davanti all'aula ad aspettare l'omino-con-la-chiave. A ripassare, mamma quante cose non so. Rilleggere alcune pagine studiate e ristudiate, io nemmeno mi ricordavo di averle fatte 'ste cose. Vuoto.
Sono la settima, ne è valsa la pena di svegliarsi a quell'orario indecente. Mezz'ora a testa!? Tre domande!? Aiuto.
La verità!? Dentro me ridevo da morire. Direte: comìè possibile?! Ero agitata, ma io con gli esami di storia mi diverto. Così, me la sono cavata in venti minuti, due domande.
"Parliamo della rivoluzione industriale, mi sa mettere qualche paletto?!", lei e i paletti che altro non sono che date. "Lo so, chiedere le date è una domanda cattivella", certo, ma lei non mi conosce ancora. Così a sparare data su data, invenzione su invenzione. Perdendomi per dieci secondi sul boom demografico. Basta così.
"E ora, vediamo. Cosa mi sa dire dell'ascesa del Brandeburgo-Prussia". Lei si aspetta che io inizi dal '700, ma perchè mai!? Insomma, io se devo proprio, inizio dal '600. E anche lì, date, nomi e tutto il resto. Cose che nemmeno sapevo di sapere. Fino all'unificazione tedesca. Perdendomi una volta, ancora.
"Direi 29", ma dato che mi aspettavo la terza domanda la guardo allibita. "Il '29?!" e l'unica cosa che mi viene in mente è il crollo di Wall Street, ma siamo già nel '900... "No, intendevo il voto è 29. Per eccesso di zelo."
Beh, ecco... io... parlando a macchinetta un po' di errori si possono fare. Magari uscirsene con "1871 la creazione del regno d'It...ehm", quando stai parlando della Prussia, che soprattutto era un impero (sì, lo sapevo). Oppure, la domanda che le sorge spontanea quando ti metti a sproloquiare di acquisizione della Prussia, "ma chi c'era prima?!" e che razza di domanda è!? "Se ti dico che potresti arrivarci pensando a Hitler?!" e io che solo a sentire il nome ho gli incubi, "Ah, già...i cavalieri teutonici!".
Con l'influenza, una tonsillite paura, sono tornata a casa allegra e felice... e, ovviamente, adesso... non mi ricordo nulla...
Tata / che non riesce a dormire
lunedì 20 febbraio 2006
Ce la posso fare
Non vedo l'ora che sia martedì, non vedo l'ora che la mia prof mi chieda chissà cosa su chissà quale secolo, su chissà quale regno o impero, su chissà quale unità nazionale...;
non vedo l'ora di spremermi le meningi alla ricerca, in qualche cassetto del cervello, di una data, un nome o un numero /poi, sta cosa che i regnanti abbiano tutti gli stessi maledettissimi nomi.../;
non vedo l'ora di essere terrorrizzata, di giocare con un elastico o con una biro per attenuare lo stress;
non vedo l'ora di trovarmi di fronte una nuova prof di storia, con le sue strane domande per la testa /nel caso, per sicurezza ho studiato come e quando sono morti i personaggi più importanti dei miei quattro secoli...che con 'sti prof di storia non si può mai sapere/;
non vedo l'ora di fissarla con la solita sicurezza /anche quando non saprò da più su quale specchio arrampicarmi/, di incasinarmi, di rimanere zitta per qualche secondo prima di attaccare a macchinetta...;
non vedo l'ora di alzarmi dalla sedia, di porgere il mio bel libretto e di tornarmene a casa, con un sorriso comunque vada /ah, beh...vuol sempre dire togliersi un esame-pacco dalle spalle/.
Ora torno al ripasso del '600...ci si sente, penso /beh, magari mi ci vorranno settimane e settimane per riprendermi/, martedì.
Tata / con un po' di influenza, ma felice
non vedo l'ora di spremermi le meningi alla ricerca, in qualche cassetto del cervello, di una data, un nome o un numero /poi, sta cosa che i regnanti abbiano tutti gli stessi maledettissimi nomi.../;
non vedo l'ora di essere terrorrizzata, di giocare con un elastico o con una biro per attenuare lo stress;
non vedo l'ora di trovarmi di fronte una nuova prof di storia, con le sue strane domande per la testa /nel caso, per sicurezza ho studiato come e quando sono morti i personaggi più importanti dei miei quattro secoli...che con 'sti prof di storia non si può mai sapere/;
non vedo l'ora di fissarla con la solita sicurezza /anche quando non saprò da più su quale specchio arrampicarmi/, di incasinarmi, di rimanere zitta per qualche secondo prima di attaccare a macchinetta...;
non vedo l'ora di alzarmi dalla sedia, di porgere il mio bel libretto e di tornarmene a casa, con un sorriso comunque vada /ah, beh...vuol sempre dire togliersi un esame-pacco dalle spalle/.
Ora torno al ripasso del '600...ci si sente, penso /beh, magari mi ci vorranno settimane e settimane per riprendermi/, martedì.
Tata / con un po' di influenza, ma felice
venerdì 17 febbraio 2006
Aspettando l'arcobaleno
Qualcuno ha detto che sono meteropatica.
Il mese scorso sono bastati due giorni ininterrotti di neve per farmi mettere giù un muso lunghissimo. Non poter uscire, il freddo che nessuno, da lontano, poteva scaldare, lo studio arenato...
La neve ha cominciato a sciogliersi e anche il freddo che sentivo. Sono bastati dei pallidi raggi di sole per farmi rinascere, per tirare fuori quell'allegria che da un po' non sentivo. Perchè l'avevo messa in un cassetto, perchè l'euforia per quasi un mese l'avevo uccisa, fissandomi su paure pazze e irrazionali. Così di nuovo sorridente, di nuovo dannatamente felice, di nuovo capace di fare qualsiasi cosa, di non fermarmi, anche di piangere....ma di gioia gioiosa o di malinconia malinconica.
E ora!? Fuori c'è la nebbia, il cielo è grigio e cupo... io aspetto la pioggia. Adoro anche quella, quella pioggia che distorce le immagini, le gocce che rigano i vetri, che cambiano un po' l'aspetto di tutto... Quella pioggia sotto cui vorrei correre, urlare e anche piangere...
Dentro dovrei essere felice, eppure fuori sto piangendo...
Tata / meteropatica e solitaria
Update 20:35: dopo strane vicissitudini (che non sto nemmeno a spiegarvi qui, ma di cui tra poco leggerete altrove) fuori ho smesso di piangere, ho un gran mal di testa, ma non solo è arrivato l'arcobaleno...ormai splende anche il sole sì, se non fosse sera splenderebbe...no, anzi qui splende anche la sera. Merito della luce dei miei occhi, ovviamente. (bloggers all'ascolto: scrivete questa data sul calendario: ho messo il link)
Il mese scorso sono bastati due giorni ininterrotti di neve per farmi mettere giù un muso lunghissimo. Non poter uscire, il freddo che nessuno, da lontano, poteva scaldare, lo studio arenato...
La neve ha cominciato a sciogliersi e anche il freddo che sentivo. Sono bastati dei pallidi raggi di sole per farmi rinascere, per tirare fuori quell'allegria che da un po' non sentivo. Perchè l'avevo messa in un cassetto, perchè l'euforia per quasi un mese l'avevo uccisa, fissandomi su paure pazze e irrazionali. Così di nuovo sorridente, di nuovo dannatamente felice, di nuovo capace di fare qualsiasi cosa, di non fermarmi, anche di piangere....ma di gioia gioiosa o di malinconia malinconica.
E ora!? Fuori c'è la nebbia, il cielo è grigio e cupo... io aspetto la pioggia. Adoro anche quella, quella pioggia che distorce le immagini, le gocce che rigano i vetri, che cambiano un po' l'aspetto di tutto... Quella pioggia sotto cui vorrei correre, urlare e anche piangere...
Dentro dovrei essere felice, eppure fuori sto piangendo...
Tata / meteropatica e solitaria
Update 20:35: dopo strane vicissitudini (che non sto nemmeno a spiegarvi qui, ma di cui tra poco leggerete altrove) fuori ho smesso di piangere, ho un gran mal di testa, ma non solo è arrivato l'arcobaleno...ormai splende anche il sole sì, se non fosse sera splenderebbe...no, anzi qui splende anche la sera. Merito della luce dei miei occhi, ovviamente. (bloggers all'ascolto: scrivete questa data sul calendario: ho messo il link)
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