Ieri abbiamo fatto la cena-educatori del doposcuola. Non è tanto la cena, quanto il dopo che è stato da morir dal ridere.
Abbiamo giocato per due ore a mafia (per chi non ne sa nulla, glielo spiego al prossimo blograduno giocandoci), con la suora -che ha resistito solo per un'ora- e il nostro carissimo don.
Ho dato dimostrazione che non ho studiato per niente. Su 3 partite ne ho vinte 3 : due da mafiosa e una da popolana.
Ho un futuro, state attenti :P.
giovedì 19 febbraio 2009
venerdì 13 febbraio 2009
Chi va al mulino s'infarina
Era un po' che non succedeva.
Dopo aver visto Operazione Valchiria(*) i miei deliri di onnipotenza si sono ri-manifestati alla massima potenza.
(*) andateci a vederlo, perchè non mi è mai successo di stare in ansia così per metà film.
Dopo aver visto Operazione Valchiria(*) i miei deliri di onnipotenza si sono ri-manifestati alla massima potenza.
(*) andateci a vederlo, perchè non mi è mai successo di stare in ansia così per metà film.
mercoledì 11 febbraio 2009
Riforme
La mia è una laurea magistrale, riformata come stabilito dalla legge. Significa che il numero degli esami è stato ridotto, ma i crediti sono rimasti gli stessi : 120 in due anni.
Tutto questo autorizza i professori a pretendere lo studio di una decina di libri (e non sto esagerando, sono proprio dieci! Più un paio di articoli irreperibili...) un esame da 9 crediti.
Tutto questo autorizza i professori a pretendere lo studio di una decina di libri (e non sto esagerando, sono proprio dieci! Più un paio di articoli irreperibili...) un esame da 9 crediti.
lunedì 9 febbraio 2009
Libertà
Indipendentemente da ogni valutazione sul diritto alla vita o alla morte e tutto il resto, di cui si è parlato un po' ovunque, è un'altra la domanda che mi frulla per la testa.
Perchè quando ci sono i riflettori puntati sui nostri politici una legge si fa in dieci giorni e negli altri casi no? Perchè è da mesi e mesi e mesi che si chiede attenzione sulle violenze sessuali che si sentono ogni giorno e non si è mosso niente?
E' questo che di tutta questa storia mi fa schifo. Perchè i politici non fanno niente per un senso del dovere, ma per farsi pubblicità farebbero davvero qualsiasi cosa.
Per le altre valutazioni morali e immorali andate altrove, perchè è facile criticare e giudicare le opinioni degli altri senza esserci dentro fino in fondo e io non ci riesco proprio a trovare una via d'uscita.
Nonostante questo vi leggo, vi stimo perchè una soluzione, giusta o sbagliata che sia, voi l'avete trovata e io la sto ancora cercando.
La vita è un bene, su questo non ci piove, ma su cosa significhi davvero vivere forse nessuno ha le idee chiare.
Perchè quando ci sono i riflettori puntati sui nostri politici una legge si fa in dieci giorni e negli altri casi no? Perchè è da mesi e mesi e mesi che si chiede attenzione sulle violenze sessuali che si sentono ogni giorno e non si è mosso niente?
E' questo che di tutta questa storia mi fa schifo. Perchè i politici non fanno niente per un senso del dovere, ma per farsi pubblicità farebbero davvero qualsiasi cosa.
Per le altre valutazioni morali e immorali andate altrove, perchè è facile criticare e giudicare le opinioni degli altri senza esserci dentro fino in fondo e io non ci riesco proprio a trovare una via d'uscita.
Nonostante questo vi leggo, vi stimo perchè una soluzione, giusta o sbagliata che sia, voi l'avete trovata e io la sto ancora cercando.
La vita è un bene, su questo non ci piove, ma su cosa significhi davvero vivere forse nessuno ha le idee chiare.
sabato 7 febbraio 2009
Piccoli passi
Giovedì, anche grazie a lui, ho preso il mio primo 30 e lode bolognese (con tanto di "La stimo solo perchè ha portato quel libro lì").
Venerdì ho fatto il mio primo colloquio di lavoro (e mi hanno chiamata loro, senza che io inviassi curriculum) a Milano. Ho dovuto rifiutare la proposta, perchè full time non posso. Loro, pare che siano disposti ad aspettare un anno.
Sì, una settimana piena di soddisfazioni.
Venerdì ho fatto il mio primo colloquio di lavoro (e mi hanno chiamata loro, senza che io inviassi curriculum) a Milano. Ho dovuto rifiutare la proposta, perchè full time non posso. Loro, pare che siano disposti ad aspettare un anno.
Sì, una settimana piena di soddisfazioni.
mercoledì 4 febbraio 2009
I love shopping
Ieri ho comprato un paio di stivali stupendamente perfetti. Beige, anzi, più bianchi che beige.
Il tutto, naturalmente, ad una cifra irrisoria.
Il tutto, naturalmente, ad una cifra irrisoria.
domenica 1 febbraio 2009
giovedì 29 gennaio 2009
Scelte
Non mi sono mai pentita.
Ci sono degli istanti, però, in cui ripensi a tutti quelli che, negli anni, hanno ribadito che hai sbagliato tutto. Che se avessi scelto un percorso di studi diverso avresti avuto maggiori certezze per il futuro.
Poi ti arriva una telefonata e ti rendi conto di avere non una, ma mille porte aperte. E che hai fatto davvero la migliore delle scelte possibili.
Non mi importa se, poi, non cambierà proprio nulla e continuerò a fare quello che sto facendo ora, ma il mio desiderio timotico si sta appagando ogni giorno di più.
Ci sono degli istanti, però, in cui ripensi a tutti quelli che, negli anni, hanno ribadito che hai sbagliato tutto. Che se avessi scelto un percorso di studi diverso avresti avuto maggiori certezze per il futuro.
Poi ti arriva una telefonata e ti rendi conto di avere non una, ma mille porte aperte. E che hai fatto davvero la migliore delle scelte possibili.
Non mi importa se, poi, non cambierà proprio nulla e continuerò a fare quello che sto facendo ora, ma il mio desiderio timotico si sta appagando ogni giorno di più.
venerdì 23 gennaio 2009
I soliti ignoti
Uno dei miei passatempi preferiti, dopo lamentarmi, è guardare come giungono qui dai motori di ricerca.
La maggior parte cerca Alvin o Tippete (e chi cerca Alvin è un idolo a priori [*]). I migliori, però, sono questi :
. pronuncia cateau cambresis
. come mi preparo fisicamente ad un esame universitario
. sono vecchio e mi sento fuori moda
. c'è un parrucchiere aperto a pavia il lunedì?
( oltre alle chiavi classiche a sfondo erotico che eviterò di scrivere per evitare l'afflusso di maniaci)
Quella che, però, mi ha lasciata senza parole è questa : perchè tutti pensano che scienze politiche fa schifo. Non per la frase in sè, ma perchè vorrei proprio saperlo chi sono questi tutti
e perchè quando il post sarà pronto sapranno cosa penso io di loro.
[*] a meno che non siano ricompresi nel tutti di qui sopra.
La maggior parte cerca Alvin o Tippete (e chi cerca Alvin è un idolo a priori [*]). I migliori, però, sono questi :
. pronuncia cateau cambresis
. come mi preparo fisicamente ad un esame universitario
. sono vecchio e mi sento fuori moda
. c'è un parrucchiere aperto a pavia il lunedì?
( oltre alle chiavi classiche a sfondo erotico che eviterò di scrivere per evitare l'afflusso di maniaci)
Quella che, però, mi ha lasciata senza parole è questa : perchè tutti pensano che scienze politiche fa schifo. Non per la frase in sè, ma perchè vorrei proprio saperlo chi sono questi tutti
e perchè quando il post sarà pronto sapranno cosa penso io di loro.
[*] a meno che non siano ricompresi nel tutti di qui sopra.
venerdì 16 gennaio 2009
Chi è causa del suo mal
Studiare, alla lunga, ti fa aprire gli occhi. Non tanto su nuove teorie, vecchi eventi o teoremi vari ed eventuali, ma sulle tue capacità. E i tuoi limiti, soprattutto.
Ho fatto la mia bella triennale e non ho quasi mai avuto problemi . Il quasi è per colpa dell'esame all'anno che mi toccava fare di sociologia. Che fosse base, politica o dello sviluppo era una palla mortale e a studiarli, nemmeno bene, ci mettevo un vita. Diciamocelo, la sociologia è stata il mio limite per tre anni.
Poi c'era l'altro lato della medaglia : gli esami di storia vari ed eventuali. Studiare storia è sempre stata la mia passione e ancora oggi una parte di me pensa seriamente che il mio futuro potrebbe essere lì. Questa, però, è un'altra storia.
A settembre ho scelto gli esami da dare in questo semestre. Non avevo ampie possibilità, ma, in particolare, potevo scegliere tra "Ideologie e legittimazione politica" e "Storia dell'ordine internazionale".
Il primo, anche se con un nome fuorviante è un esame di sociologia, il secondo, naturalmente, di storia.
Non chiedetemi perchè, ma io ho scelto il primo.
E poi mi lamento.
Ho fatto la mia bella triennale e non ho quasi mai avuto problemi . Il quasi è per colpa dell'esame all'anno che mi toccava fare di sociologia. Che fosse base, politica o dello sviluppo era una palla mortale e a studiarli, nemmeno bene, ci mettevo un vita. Diciamocelo, la sociologia è stata il mio limite per tre anni.
Poi c'era l'altro lato della medaglia : gli esami di storia vari ed eventuali. Studiare storia è sempre stata la mia passione e ancora oggi una parte di me pensa seriamente che il mio futuro potrebbe essere lì. Questa, però, è un'altra storia.
A settembre ho scelto gli esami da dare in questo semestre. Non avevo ampie possibilità, ma, in particolare, potevo scegliere tra "Ideologie e legittimazione politica" e "Storia dell'ordine internazionale".
Il primo, anche se con un nome fuorviante è un esame di sociologia, il secondo, naturalmente, di storia.
Non chiedetemi perchè, ma io ho scelto il primo.
E poi mi lamento.
mercoledì 7 gennaio 2009
Ufficialmente...
Ci sono tra i 50 e i 60 cm di neve. Sappiate che a breve sarò completamente sommersa, data la mia altezza formidabile.
Se non sentite più niente, tra qualche giorno venite a cercarmi tra i cumoli di neve, con una giacca bianca addosso e una pala in mano.
Se non sentite più niente, tra qualche giorno venite a cercarmi tra i cumoli di neve, con una giacca bianca addosso e una pala in mano.
venerdì 28 novembre 2008
Tour de force
Stamattina sveglia alle 5, con il papà che borbotta "Cri, sbrigati che nevica". Alle 5:40 eravamo a pulire i vetri della macchina. Destinazione Fidenza, dove lui lavora e da dove io dovevo prendere un treno per Bologna.
I camionisti sono dei cretini. Non tutti magari, ma molti sì. Soprattutto quelli che sorpassano ai 100 su un ponte con i limiti degli 80, sotto la neve e con dietro appiccicati due cerchietti, uno 70 e uno 80. Che forse dovrebbero spiegargli che non sono solo di bellezza. O quelli che si immettono senza guardare, o quelli che corrono e vanno in testacoda in mezzo alla statale.
Poi gli spalaneve/spargisale ci mettono del loro. Perchè hanno iniziato a lavorare alle 5:40, quando era qualche ora che nevicava. Sarà brutto doversi svegliare nel cuore della notte, ma il loro lavoro è quello.
Tutto era coperto di neve. Guardavo dal finestrino del treno e non mi sembrava possibile. Ieri il sole e oggi centimetri vari di neve. Le stazioni ormai non si distinguevano più, mi sembrava di rivedere sempre lo stesso paesaggio. Bianco. Poi mi ha colpito qualcosa, in una stazione. Ci ho messo un attimo a realizzare che a CastelFranco la neve non l'avevano proprio vista. Così come a Bologna, dove mi ha accolto il diluvio. Di pioggia, però.
Sono arrivata alle 9. Alle 9:15 ero in segreteria. Alle 10:00 ero di nuovo in stazione. Il solo treno in orario era quello per Piacenza e lì ho capito che ci doveva essere qualcosa sotto. Arrivata a Piacenza, alle 12:00, ho capito cosa. I treni per Milano erano tutti in ritardo. Da un minimo di 40 minuti ad un massimo di 2 ore. E quelli per il Piemonte direttamente soppressi. E direte : tu abiti in Emilia. Così si dice per convenzione, perchè abitare sui confini è incredibile. E i miei treni sono tutti diretti in Piemonte.
Alle 13:00 ho preso il pullman. Le strade erano disastrate, soprattutto a Castello. Perfino la via Emilia era impraticabile. Per fare 23 km ci abbiam messo un'ora. Tonda tonda. Sono corsa a casa, ho mangiato di corsa, poi mi sono infilata guanti, cappello, giaccone da neve e moon boot. E sono andata a "lavoro" in oratorio.
Ho anche fatto a palle di neve con i bambini, mi sono rotolata, sono scivolata e poi sono tornata a casa. Ho spalato la neve sulla salita per un'oretta. Adesso ho capito perchè ci sono sempre e solo uomini a spalare. Quando sono rientrata in casa non sentivo più le braccia. Mi tremava tutto.
I camionisti sono dei cretini. Non tutti magari, ma molti sì. Soprattutto quelli che sorpassano ai 100 su un ponte con i limiti degli 80, sotto la neve e con dietro appiccicati due cerchietti, uno 70 e uno 80. Che forse dovrebbero spiegargli che non sono solo di bellezza. O quelli che si immettono senza guardare, o quelli che corrono e vanno in testacoda in mezzo alla statale.
Poi gli spalaneve/spargisale ci mettono del loro. Perchè hanno iniziato a lavorare alle 5:40, quando era qualche ora che nevicava. Sarà brutto doversi svegliare nel cuore della notte, ma il loro lavoro è quello.
Tutto era coperto di neve. Guardavo dal finestrino del treno e non mi sembrava possibile. Ieri il sole e oggi centimetri vari di neve. Le stazioni ormai non si distinguevano più, mi sembrava di rivedere sempre lo stesso paesaggio. Bianco. Poi mi ha colpito qualcosa, in una stazione. Ci ho messo un attimo a realizzare che a CastelFranco la neve non l'avevano proprio vista. Così come a Bologna, dove mi ha accolto il diluvio. Di pioggia, però.
Sono arrivata alle 9. Alle 9:15 ero in segreteria. Alle 10:00 ero di nuovo in stazione. Il solo treno in orario era quello per Piacenza e lì ho capito che ci doveva essere qualcosa sotto. Arrivata a Piacenza, alle 12:00, ho capito cosa. I treni per Milano erano tutti in ritardo. Da un minimo di 40 minuti ad un massimo di 2 ore. E quelli per il Piemonte direttamente soppressi. E direte : tu abiti in Emilia. Così si dice per convenzione, perchè abitare sui confini è incredibile. E i miei treni sono tutti diretti in Piemonte.
Alle 13:00 ho preso il pullman. Le strade erano disastrate, soprattutto a Castello. Perfino la via Emilia era impraticabile. Per fare 23 km ci abbiam messo un'ora. Tonda tonda. Sono corsa a casa, ho mangiato di corsa, poi mi sono infilata guanti, cappello, giaccone da neve e moon boot. E sono andata a "lavoro" in oratorio.
Ho anche fatto a palle di neve con i bambini, mi sono rotolata, sono scivolata e poi sono tornata a casa. Ho spalato la neve sulla salita per un'oretta. Adesso ho capito perchè ci sono sempre e solo uomini a spalare. Quando sono rientrata in casa non sentivo più le braccia. Mi tremava tutto.
E adesso son stanca morta.
lunedì 24 novembre 2008
Postumi
E' tutta la mattina che canto. Causa : cantalonga.
E lo sappiamo tutti che questo è tutta colpa della mailing list.
Sì, i blog raduni portano lentamente alla follia.
Se non mi credete : Blogbusters, ... (appena scrivono, se scrivono)
E lo sappiamo tutti che questo è tutta colpa della mailing list.
Sì, i blog raduni portano lentamente alla follia.
Se non mi credete : Blogbusters, ... (appena scrivono, se scrivono)
martedì 18 novembre 2008
"E' sempre meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio"
Le pessime giornate iniziano quando ti accorgi che il mondo intorno a te cambia, in peggio, e non puoi reagire.
La gente non è cattiva, è meschina. Nel profondo, tanto da far proprio paura. E schifo soprattutto.
Quando andavo a scuola, alle medie e alle superiori, il bulletto c'era. C'è sempre stato. Un parte di me ha sempre pensato che fosse quasi normale, perchè quando si cresce inizia a venire fuori il carattere. Giusto o sbagliato che sia. Così c'era il bambino che tagliava una ciocca di capelli ad un altro. C'era quello che faceva lo sgambetto e che tirava giù i pantaloni ad un altro durante l'ora di ginnastica. Lo sfigato di turno, ammettiamolo, c'è sempre stato.
I limiti, però, non si oltrepassavano. Quasi mai. E quello che lo faceva era preso dal preside, spedito a casa, sospeso per giorni e, probabilmente punito dai genitori.
Io stessa alle elementari tornavo a casa con le lacrime agli occhi, perchè "il maestro mi ha dato una bacchettata sulle mani". La risposta di mia mamma era sempre la stessa, "te lo sarai meritato". I ceffoni dal papà li ho presi e, ancora oggi, che di anni ne ho 22 davanti a lui non posso nemmeno provare a pensarla una parolaccia. Ogni volta un ceffone.
Sono cresciuta così. Rispettando tutti. Compagni compresi. (salvo qualche presa in giro, ma sono umana e scherzato ho scherzato anch'io)
Oggi mia sorella è arrivata a casa, come sempre, ma sempre sconvolta. E' qualche settimana che le compagne di classe, le "amiche", hanno deciso che lei era quella da prendere di mira. L'anno scorso era un'altra quella presa di mira, quest'anno è toccato a lei. Da quando? Dopo il compleanno di una di queste, a cui mia sorella aveva pure fatto il regalo.
Bene, loro, le amiche, hanno iniziato a dire che mia sorella aveva detto chissà cosa, sparlato di chissà chi. Io sono grande, tutto questo è normale. Succede sempre, è sempre successo e sempre succederà. C'è da essere superiori e fretarsene. O meglio, vendicarsi con l'arma peggiore, l'indifferenza.
Poi l'hanno esclusa. E questo era previsto e prevedibile. Lei, però, ci rimane. Perchè da fuori è tutto facile, ma quelle erano le sue amiche. Quelle per cui ha fatto i salti mortali. Per cui è andata a cercare i regali di Natale, spendendo troppo, per i miei gusti. Quelle con cui condivideva tutto. Forse troppo.
E' passato tutto, fino ad oggi. Perchè il limite non si deve oltrepassare. Soprattutto quando sei grande, perchè di anni ne hai 17/18 e tutto quello che dici e che fai hai una conseguenza.
Le minacce non le tollero e non si devono tollerare. Mai.
Oggi le hanno gentilmente scritto dei bigliettini, ieri dei messaggi. Ribadivano che è falsa, bugiarda e tutto il resto. Può essere. Ma "se lo dici a qualcuno te la faccio pagare", "ti vengo a prendere a casa", questo no. Non perchè è mia sorella, è perchè io non vorrei mai sentir dire "sei fortunata che non siamo a Napoli, se no vedevi cosa ti succedeva". No. Questo è il limite oltrepassato.
Io già di mio i prepotenti, non li sopporto. Figuriamoci se se la prendono con mia sorella. Che ha mille difetti. Anzi, di più. Ma che non ha mai minacciato nessuno. E mai ucciso nessuno. Questo lo so per certo. E le minacce sono parzialmente comprensibili, nei casi più atroci.
Lei è remissiva, troppo per i miei gusti, e loro lo sanno. Io no. Io sono stronza. E da qualcuno l'avrò pur preso.
Le abbiamo denunciate alla scuola, il Casali, nella mia ridente cittadina.
E sono allibita. Non perchè è mia sorella, ma perchè non è così che ci si comporta. A scuola, come nella vita. E se non hanno capito nulla della vita, se non hanno rispetto degli altri, se parlano solo perchè hanno la lingua in bocca è perchè qualcuno gliel'ha insegnato.
O forse non gli ha insegnato abbastanza. E io sono fiera dei ceffoni che ho preso e che ha preso anche mia sorella.
Sono fiera di aver magari sbagliato e fatto i dispetti, ma i limiti li conosco e non li ho mai superato. Anch'io alzo la voce e a volte penso cose cattivissime, ma sono pensieri.
Una pessima giornata inizia quando ti accorgi che sono tanti quelli meschini. E purtroppo, oggi, troppi sono troppo piccoli. Dei bambini che con i paroloni pensano proprio di essere grandi e i genitori che, troppo spesso, stanno a guardare.
La gente non è cattiva, è meschina. Nel profondo, tanto da far proprio paura. E schifo soprattutto.
Quando andavo a scuola, alle medie e alle superiori, il bulletto c'era. C'è sempre stato. Un parte di me ha sempre pensato che fosse quasi normale, perchè quando si cresce inizia a venire fuori il carattere. Giusto o sbagliato che sia. Così c'era il bambino che tagliava una ciocca di capelli ad un altro. C'era quello che faceva lo sgambetto e che tirava giù i pantaloni ad un altro durante l'ora di ginnastica. Lo sfigato di turno, ammettiamolo, c'è sempre stato.
I limiti, però, non si oltrepassavano. Quasi mai. E quello che lo faceva era preso dal preside, spedito a casa, sospeso per giorni e, probabilmente punito dai genitori.
Io stessa alle elementari tornavo a casa con le lacrime agli occhi, perchè "il maestro mi ha dato una bacchettata sulle mani". La risposta di mia mamma era sempre la stessa, "te lo sarai meritato". I ceffoni dal papà li ho presi e, ancora oggi, che di anni ne ho 22 davanti a lui non posso nemmeno provare a pensarla una parolaccia. Ogni volta un ceffone.
Sono cresciuta così. Rispettando tutti. Compagni compresi. (salvo qualche presa in giro, ma sono umana e scherzato ho scherzato anch'io)
Oggi mia sorella è arrivata a casa, come sempre, ma sempre sconvolta. E' qualche settimana che le compagne di classe, le "amiche", hanno deciso che lei era quella da prendere di mira. L'anno scorso era un'altra quella presa di mira, quest'anno è toccato a lei. Da quando? Dopo il compleanno di una di queste, a cui mia sorella aveva pure fatto il regalo.
Bene, loro, le amiche, hanno iniziato a dire che mia sorella aveva detto chissà cosa, sparlato di chissà chi. Io sono grande, tutto questo è normale. Succede sempre, è sempre successo e sempre succederà. C'è da essere superiori e fretarsene. O meglio, vendicarsi con l'arma peggiore, l'indifferenza.
Poi l'hanno esclusa. E questo era previsto e prevedibile. Lei, però, ci rimane. Perchè da fuori è tutto facile, ma quelle erano le sue amiche. Quelle per cui ha fatto i salti mortali. Per cui è andata a cercare i regali di Natale, spendendo troppo, per i miei gusti. Quelle con cui condivideva tutto. Forse troppo.
E' passato tutto, fino ad oggi. Perchè il limite non si deve oltrepassare. Soprattutto quando sei grande, perchè di anni ne hai 17/18 e tutto quello che dici e che fai hai una conseguenza.
Le minacce non le tollero e non si devono tollerare. Mai.
Oggi le hanno gentilmente scritto dei bigliettini, ieri dei messaggi. Ribadivano che è falsa, bugiarda e tutto il resto. Può essere. Ma "se lo dici a qualcuno te la faccio pagare", "ti vengo a prendere a casa", questo no. Non perchè è mia sorella, è perchè io non vorrei mai sentir dire "sei fortunata che non siamo a Napoli, se no vedevi cosa ti succedeva". No. Questo è il limite oltrepassato.
Io già di mio i prepotenti, non li sopporto. Figuriamoci se se la prendono con mia sorella. Che ha mille difetti. Anzi, di più. Ma che non ha mai minacciato nessuno. E mai ucciso nessuno. Questo lo so per certo. E le minacce sono parzialmente comprensibili, nei casi più atroci.
Lei è remissiva, troppo per i miei gusti, e loro lo sanno. Io no. Io sono stronza. E da qualcuno l'avrò pur preso.
Le abbiamo denunciate alla scuola, il Casali, nella mia ridente cittadina.
E sono allibita. Non perchè è mia sorella, ma perchè non è così che ci si comporta. A scuola, come nella vita. E se non hanno capito nulla della vita, se non hanno rispetto degli altri, se parlano solo perchè hanno la lingua in bocca è perchè qualcuno gliel'ha insegnato.
O forse non gli ha insegnato abbastanza. E io sono fiera dei ceffoni che ho preso e che ha preso anche mia sorella.
Sono fiera di aver magari sbagliato e fatto i dispetti, ma i limiti li conosco e non li ho mai superato. Anch'io alzo la voce e a volte penso cose cattivissime, ma sono pensieri.
Una pessima giornata inizia quando ti accorgi che sono tanti quelli meschini. E purtroppo, oggi, troppi sono troppo piccoli. Dei bambini che con i paroloni pensano proprio di essere grandi e i genitori che, troppo spesso, stanno a guardare.
sabato 15 novembre 2008
Studiando
La cosa più bella della filosofia è che quando ti trovi a studiare il pensiero di un autore, generalmente, questo ti appare il più corretto possibile.
Poi, però, studi l'autore successivo. E ti sembra che all'autore precedente mancasse qualcosa. Quello che hai trovato lì, il nuovo pensiero ti appare il più corretto possibile.
Poi, però, studi l'autore successivo.
Questo l'avevo già sperimentato al liceo.
Ora l'ho riscoperto per colpa di Fukuyama, della fine della storia e dell'ultimo uomo.
E in 3 giorni ho studiato 170 pagine.
Poi, però, studi l'autore successivo. E ti sembra che all'autore precedente mancasse qualcosa. Quello che hai trovato lì, il nuovo pensiero ti appare il più corretto possibile.
Poi, però, studi l'autore successivo.
Questo l'avevo già sperimentato al liceo.
Ora l'ho riscoperto per colpa di Fukuyama, della fine della storia e dell'ultimo uomo.
E in 3 giorni ho studiato 170 pagine.
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