martedì 18 novembre 2008

"E' sempre meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio"

Le pessime giornate iniziano quando ti accorgi che il mondo intorno a te cambia, in peggio, e non puoi reagire.
La gente non è cattiva, è meschina. Nel profondo, tanto da far proprio paura. E schifo soprattutto.

Quando andavo a scuola, alle medie e alle superiori, il bulletto c'era. C'è sempre stato. Un parte di me ha sempre pensato che fosse quasi normale, perchè quando si cresce inizia a venire fuori il carattere. Giusto o sbagliato che sia. Così c'era il bambino che tagliava una ciocca di capelli ad un altro. C'era quello che faceva lo sgambetto e che tirava giù i pantaloni ad un altro durante l'ora di ginnastica. Lo sfigato di turno, ammettiamolo, c'è sempre stato.

I limiti, però, non si oltrepassavano. Quasi mai. E quello che lo faceva era preso dal preside, spedito a casa, sospeso per giorni e, probabilmente punito dai genitori.
Io stessa alle elementari tornavo a casa con le lacrime agli occhi, perchè "il maestro mi ha dato una bacchettata sulle mani". La risposta di mia mamma era sempre la stessa, "te lo sarai meritato". I ceffoni dal papà li ho presi e, ancora oggi, che di anni ne ho 22 davanti a lui non posso nemmeno provare a pensarla una parolaccia. Ogni volta un ceffone.

Sono cresciuta così. Rispettando tutti. Compagni compresi. (salvo qualche presa in giro, ma sono umana e scherzato ho scherzato anch'io)

Oggi mia sorella è arrivata a casa, come sempre, ma sempre sconvolta. E' qualche settimana che le compagne di classe, le "amiche", hanno deciso che lei era quella da prendere di mira. L'anno scorso era un'altra quella presa di mira, quest'anno è toccato a lei. Da quando? Dopo il compleanno di una di queste, a cui mia sorella aveva pure fatto il regalo.
Bene, loro, le amiche, hanno iniziato a dire che mia sorella aveva detto chissà cosa, sparlato di chissà chi. Io sono grande, tutto questo è normale. Succede sempre, è sempre successo e sempre succederà. C'è da essere superiori e fretarsene. O meglio, vendicarsi con l'arma peggiore, l'indifferenza.
Poi l'hanno esclusa. E questo era previsto e prevedibile. Lei, però, ci rimane. Perchè da fuori è tutto facile, ma quelle erano le sue amiche. Quelle per cui ha fatto i salti mortali. Per cui è andata a cercare i regali di Natale, spendendo troppo, per i miei gusti. Quelle con cui condivideva tutto. Forse troppo.
E' passato tutto, fino ad oggi. Perchè il limite non si deve oltrepassare. Soprattutto quando sei grande, perchè di anni ne hai 17/18 e tutto quello che dici e che fai hai una conseguenza.
Le minacce non le tollero e non si devono tollerare. Mai.

Oggi le hanno gentilmente scritto dei bigliettini, ieri dei messaggi. Ribadivano che è falsa, bugiarda e tutto il resto. Può essere. Ma "se lo dici a qualcuno te la faccio pagare", "ti vengo a prendere a casa", questo no. Non perchè è mia sorella, è perchè io non vorrei mai sentir dire "sei fortunata che non siamo a Napoli, se no vedevi cosa ti succedeva". No. Questo è il limite oltrepassato.
Io già di mio i prepotenti, non li sopporto. Figuriamoci se se la prendono con mia sorella. Che ha mille difetti. Anzi, di più. Ma che non ha mai minacciato nessuno. E mai ucciso nessuno. Questo lo so per certo. E le minacce sono parzialmente comprensibili, nei casi più atroci.
Lei è remissiva, troppo per i miei gusti, e loro lo sanno. Io no. Io sono stronza. E da qualcuno l'avrò pur preso.

Le abbiamo denunciate alla scuola, il Casali, nella mia ridente cittadina.

E sono allibita. Non perchè è mia sorella, ma perchè non è così che ci si comporta. A scuola, come nella vita. E se non hanno capito nulla della vita, se non hanno rispetto degli altri, se parlano solo perchè hanno la lingua in bocca è perchè qualcuno gliel'ha insegnato.
O forse non gli ha insegnato abbastanza. E io sono fiera dei ceffoni che ho preso e che ha preso anche mia sorella.
Sono fiera di aver magari sbagliato e fatto i dispetti, ma i limiti li conosco e non li ho mai superato. Anch'io alzo la voce e a volte penso cose cattivissime, ma sono pensieri.

Una pessima giornata inizia quando ti accorgi che sono tanti quelli meschini. E purtroppo, oggi, troppi sono troppo piccoli. Dei bambini che con i paroloni pensano proprio di essere grandi e i genitori che, troppo spesso, stanno a guardare.

sabato 15 novembre 2008

Studiando

La cosa più bella della filosofia è che quando ti trovi a studiare il pensiero di un autore, generalmente, questo ti appare il più corretto possibile.
Poi, però, studi l'autore successivo. E ti sembra che all'autore precedente mancasse qualcosa. Quello che hai trovato lì, il nuovo pensiero ti appare il più corretto possibile.
Poi, però, studi l'autore successivo.

Questo l'avevo già sperimentato al liceo.
Ora l'ho riscoperto per colpa di Fukuyama, della fine della storia e dell'ultimo uomo.
E in 3 giorni ho studiato 170 pagine.

lunedì 10 novembre 2008

Giorni da ricordare\2

Il giorno della laurea c'è il fotografo ufficiale, che fa anche un filmino.
Alla fine ti piazza il bigliettino da visita in mano, così puoi chiamarlo per chiedergli le foto.

"Buongiorno, mi sono laureata la settimana scorsa, volevo sapere qualcosa delle foto."
"Dunque, paga tutto in contrassegno, quando riceve tutto..." uno che inizia a parlare di quando si deve pagare parte già male
"allora abbiamo un cd con le foto, che saranno una decina, che costa 50€."
10 foto. Saranno belle, ma di cosa sono fatte, d'oro? Manco stampate, mi manda il cd a casa.
"Poi il filmato, 60€."
15 minuti di filmato, al massimo.
"Infine possiamo mandarle un libro, rilegato, con le foto stampate. Costa 150€, ma le regaliamo sia il cd con le foto che il filmato."
Ora, per quanto possa essere bello quel libro, sono 10 le foto che deve stampare. Di ottima qualità, indubbiamente, ma 10. Se pago 150€, sei sicuro che le altre due cose me le regali? No, perchè a me sembra di pagartele tutte, anche di più forse.

Bene. E se poi sono venuta male? Soddisfatti o rimborsati?

PS: ecco a cosa serve la triennale : a far guadagnare ai rilegatori, ai fioristi e ai fotografi ufficiali.

sabato 8 novembre 2008

Idee

A parte che stamattina mi sono svegliata con una nuova folle idea per la testa. Dopo aver realizzato una scatola a forma di cuore per San Valentino, a Natale la nonna riceverà un bel centrotavola fatto con le mie dolci manine. Per la cronaca la mamma si è messa già le mani nei capelli.

Intanto girovagando online ho scoperto che mi manca una certificazione di inglese per fare il lavoro dei miei sogni. Quindi inizierò a studiare l'inglese decentemente per riuscire a fare la certificazione nel breve periodo.

Insomma, da lunedì si ricomincia (anche perchè a gennaio ci sono gli esami...)

venerdì 7 novembre 2008

Giorni da ricordare

Potrei raccontare ogni dettaglio.
Di quanto fossero tutti molto più agitati di me, che sembravo immune da qualsiasi cosa e ancora adesso non me ne capacito.
Di quanto sia impressionante riuscire a parlare come se lì intorno non ci fosse nessuno, nemmeno i professori.
Di quanto il vestito sembrasse fatto su misura, che un vestito che mi piacesse tanto e che mi stesse così bene non l'avevo mai trovato.
Di quanto mi abbiano sommerso di regali, che finiranno nell'album della laurea.

Potrei anche raccontarvi del profumo delle rose, che mi coccola questa mattina.
E degli occhi di chi era con me.
E dei pensieri di chi non c'era.

Mi limiterò a ringraziare tutti. Perchè la massima soddisfazione non è parlare di quello a cui lavorato per mesi e mesi. E' sapere che per chi ti sta vicino un po' sei importante. E' sapere che se lo sono ricordati, che nei loro pensieri ogni tanto ci sei, o forse più spesso di quanto immagini. E' svegliarsi la mattina ripensando a tutti quelli che c'erano, anche non fisicamente.
Sono contenta, per tutto questo, per i fiori, per i messaggi e per le telefonate. A me basta questo per star bene.

Grazie.

martedì 4 novembre 2008

Adesso vado

Domani a quest'ora sarò una dottoressa rilassata, comunque vada.

Prima però, diciamo dalle 9 e per un paio d'ore(*) pensatemi un pochino.

(*)l'ora precisa la saprò domani quando mi chiameranno per entrare nell'aula.

domenica 2 novembre 2008

Così per dire

Ho smanettato tutta la mattina col mio nuovo pc portatile. Regalo di laurea e di Natale anticipato.
Tanto era la sola cosa di cui potessi avere davvero bisogno.

E la mamma mi ha sorpreso, perchè ieri dovevamo solo andarlo a vedere, e quando mi ha detto "lo prendiamo subito" non ci credevo.

Ah, sì, il mouse è verde pisello.

Per dire.

giovedì 30 ottobre 2008

Ansia

E' che dovrò dire qualcosa, quando sarò là.
E parlo troppo in fretta.
E non vorrei che qualche prof mi facesse domande inutili.
E stupide.

E' che vorranno esserci tutti e io non vorrei nessuno.
E loro non hanno mai visto cosa combino quando mi trasformo.
E non sto un attimo ferma.
E gesticolo enormemente.

E' che devo ancora comprare le scarpe.
E sentire la parrucchiera.
E non so di che colore mettere i collant.
E non ho voglia di far nulla.

Ecco perchè abolirei la laurea alla triennale. Tutto 'sto stress per 10 minuti di gloria.

lunedì 20 ottobre 2008

Esperienze

Dopo aver fatto il Grest, mi sono lanciata in una nuova avventura lavorativa, sempre in oratorio: il doposcuola.

I bambini di elementari e medie vengono lì il pomeriggio e fanno i compiti, soprattutto perchè i genitori che lavorano non vogliono lasciarli in casa da soli. Io sono sulle medie, insieme a N., una mia ex compagna di classe delle elementari.

E' difficile, a livelli indescrivibili. Non è facile fare l'educatore, insegnargli a fare i compiti, ma non solo. Perchè la maggior parte dei bambini ha problemi e grandi. Di apprendimento, ma non solo. Sono i problemi che hanno al di fuori della scuola a lasciar senza parole.

Mi bastano poche ore con loro, tutti i giorni per arrivare a casa con mille pensieri. E continuare a domandarmi come posso aiutarli, dove sbaglio e cosa si può davvero fare per loro... e capire che insegnare è un mestiere difficile...

Un giorno spiegherò meglio, ma stasera sono proprio stanca.

mercoledì 15 ottobre 2008

E' che ce l'hanno tutti...

Io mi domando : perchè tutti quelli che incontro hanno Facebook e quando rispondo che io no, non ce l'ho, mi guardano come se fossi un'aliena?! Cosa sarà mai?!

Ho capito che va di moda, ma a tutto c'è un limite.

mercoledì 8 ottobre 2008

3 + 2

Dato che il 3 l'ho praticamente concluso e che al 2 mi sono prenotata, posso ribadire che è una riforma utile ad un solo scopo : allungare il tempo che si passa in università. Altre utilità : poche, forse solo quella di potersi dire laureato/dottore dopo 3 anni, anzichè 4, o 5. Tutto il resto è un disastro.

Dal piano di studi della mia facoltà del 1999-2000 risulta che, se fossi nata prima e avessi iniziato l'uni in quegli anni, mi sarei trovata a fare 20 esami in 4 anni. Negli ultimi 3 io ne ho fatti 25.
Direte : la difficoltà è diversa. Io rispondo : non sempre. Gli esami da 1500/2000 pagine li ho fatti anch'io, di esami in cui su 180 persone ne passano 20 li ho fatti. Senza considerare che aumentano gli esami, diminuiscono gli anni e gli appelli (intesi come giorni disponibili per fare gli esami) rimangono gli stessi. Mediamente la probabilità che esami capitino negli stessi giorni è perfettamente normale. Quest'anno ne ho fatti 3 in 4 giorni. Ma io faccio scienze politiche. Lui l'anno scorso ne ha fatti 4 in 5 giorni. E un giorno sarà ingegnere.

Senza contare l'inconveniente della tesi del 3° anno. Se nel vecchio ordinamento ci si disperava 12 mesi a fare la tesi, ma alla fine eri davvero laureato, oggi ne impieghi almeno 6. E sei un laureato a metà. Teoricamente ci si dovrebbe laureare verso settembre, insomma, alla fine del 3 anno in università, dato che l'anno accademico inizia in ottobre. Mediamente ci si laurea verso dicembre. Perchè intanto ci sono i 25 esami da dare. Poi sei laureato, ma quanti riescono a trovare un lavoro con una laurea triennale?Pochi. A meno che tu non sia ingegnere. E anche se lo sei, quello che si specializza sarà sempre un passo avanti nella classifica dei datori di lavoro.

Laurearsi verso dicembre vuol dire : se ti va bene l'università ti accetta alla specialistica sotto condizione (ciè ti iscrivi, paghi la retta, e se ti laurei entro un certo periodo allora sei davvero iscritto. Altrimenti, hai pagato la retta e te ne stai a casina.), se ti va male l'università ha come condizione che ti laurei entro ottobre. Quindi stai a casina, perdi un anno e il tuo 3+2 diventa uguale a 6.

Direte : beh, potevi impegnarti e laurearti a settembre. Fosse facile. Io dovevo laurearmi il 25 di settembre appunto. Ma dato che la mia tesi doveva essere perfetta è stata rimandata al 5 novembre. Ah, sì, ci ho lavorato circa 8 mesi e vale 3 crediti sui 180 totali dei 3 anni. Ma io faccio scienze politiche e per alcuni, lo so, è tutta una passeggiata. Questo spiega perchè il primo anno eravamo in 400, il secondo la metà e l'ultimo in un centinaio. In corso la metà.

Ora, per l'università è un business. Fare domanda al rettore per laurearti costa 15 euro di marca da bollo e 45 per il foglio su cui vedrai scritto "sei laureato con una laurea che vale poco, nel mondo del lavoro e tanto dovrai fare gli altri 2". 60 euro. Senza contare i soldini che servono per fare rilegare 3 copie, per comprare il vestito, le scarpe e la coroncina. E magari per festeggiare con gli amici, perchè la prima parte è fatta.

Ma io faccio scienze politiche e forse vedo complicato anche quello che non lo è.

PS : questo è un post dedicato anche a tutti quelli che pensano che chi fa scienze politiche non ha voglia di fare niente e che se voleva davvero studiare avrebbe dovuto fare ingegneria. O medicina. Io sono orgogliosa di averlo fatto, perchè ho avuto il coraggio di non cercare il lavoro sicuro (come molti che fanno ingegneria non per passione, ma per avere il sedere al caldo, domani), perchè sono convinta che non è quello che fai, ma è come lo fai e il perchè che contano davvero.

martedì 23 settembre 2008

Il buongiorno si vede dal mattino

Ho passato il test d'ingresso!!!!!

Con poco, ok, ma l'importante è avercela fatta. E quando su 176 ti accorgi che solo in 27 l'hanno passato è già un'enorme soddisfazione! :)

domenica 31 agosto 2008

L'estate sta finendo

Ho appena finito l'indice della tesi.

Mercoledì il responso finale, tenete le dita incrociate, che se tutto va bene 25 giorni e mi faccio chiamare dottoressa...

domenica 17 agosto 2008

Eventi

Giovedì, verso le 18:50, ero al telefono con Riccardo. Intanto ho notato che sul mio cellulare compariva un messaggio. La tim comunicava che qualcuno stava tentando di chiamarmi e io ero occupata. Non un qualcuno qualsiasi, ma il papà di Riccardo.
Sorpresa (direi a livelli piuttosto considerevoli) ho annunciato al fidanzato che suo papà mi chiamava e che quindi avrei messo giù, per capire cosa voleva.
Tempo 4 secondi e mi chiama.
"Pronto"
"Cristina?Ciao"

A tutto questo è seguito un infarto multiplo. Non per la telefonata in sè, ma perchè dopo 2 anni e 10 mesi che io e il figlio stiamo insieme ha iniziato a darmi del tu. No, non potete immaginarla la mia faccia.

"Stasera facciamo una festa a sorpresa per Riccardo. Ti vengo a prendere?"

Il secondo infarto della giornata. Allora no, mi preparo e lo raggiungo io a Piacenza.
Alle 19:20, non so come, sono davanti all'ufficio.

Saliamo in macchina e sto composta come non sono mai stata in vita mia, così, per soggezione o perchè Riccardo vedendo come stavo in macchina, un giorno di qualche anno fa, ha affermato "in macchina con mio papà certe cose non si possono fare". La mia risposta in quel giorno era stata "tanto non salirò mai in macchina con lui". Ci ripensavo e dentro di me ridevo.

Mi sembrava, mentre lo ascoltavo, mentre mi diceva "ti do del tu, eh?!", che non fosse vero. Non poteva esserlo. Suo papà mi incute un profondo timore, non abbiamo mai parlato veramente di niente, mi sembra che ad ogni parola che possa dire possa essere in qualche modo colpita e affondata. Per questo, anche in macchina, ho proferito poche parole, frasi sensate e lapidarie.

Ci siamo fermati, poi, al supermercato a prendere 2 bottiglie di vino "perchè ieri ci siamo accorti che non c'è neanche una bottiglia di vino buono in casa". I commessi non trovavano le chiavi della vetrinetta. "Non si può scardinare!?".
Non era il timore che mi faceva stare zitta, era che ancora non ci credevo.

Saliamo in macchina con il bottino. Suo papà non è che parla e basta, è un fiume in piena. Lo fissavo, sempre incredula.

Siamo arrivati a casa sua. Mi ha lasciato giù, ricordandomi che "si spengono le luci e c'è la colla delle biscioline, attenta a non attaccarti". Dopo 3 minuti è sceso a prendermi. In ascensore mi ha fatto accucciare, che così non mi vedeva nessuno e mi ha detto che Riccardo era sul divano, il mio compito era spaventarlo.

Peccato che quando l'ascensore si è aperto abbiamo scoperto che Riccardo stava apparecchiando la tavola. Nessuno spavento, in compenso è rimasto a bocca aperta.
Non solo perchè io ero lì, ma perchè ero arrivata con suo papà.
E' seguita una tranquilla serata, a bere vino e champagne, a osservare il perlage e a guardare vecchi filmini... insomma, spavento e timore passati (col vino, è ovvio...)!

Volevano festeggiare il suo compleanno, sorprendendolo e, come mi ha ripetuto suo papà, ero l'unico regalo che erano sicuri che gli piacesse...

mercoledì 13 agosto 2008

13 agosto 1987

Sappiate che esattamente 21 anni fa nasceva quello che oggi è il mio tesoro più grande...



Auguri amore...

Lo so che non è il massimo... ma è il meglio che riuscivo a fare (magari cliccateci su che si vede meglio)