E' che dovrò dire qualcosa, quando sarò là.
E parlo troppo in fretta.
E non vorrei che qualche prof mi facesse domande inutili.
E stupide.
E' che vorranno esserci tutti e io non vorrei nessuno.
E loro non hanno mai visto cosa combino quando mi trasformo.
E non sto un attimo ferma.
E gesticolo enormemente.
E' che devo ancora comprare le scarpe.
E sentire la parrucchiera.
E non so di che colore mettere i collant.
E non ho voglia di far nulla.
Ecco perchè abolirei la laurea alla triennale. Tutto 'sto stress per 10 minuti di gloria.
giovedì 30 ottobre 2008
lunedì 20 ottobre 2008
Esperienze
Dopo aver fatto il Grest, mi sono lanciata in una nuova avventura lavorativa, sempre in oratorio: il doposcuola.
I bambini di elementari e medie vengono lì il pomeriggio e fanno i compiti, soprattutto perchè i genitori che lavorano non vogliono lasciarli in casa da soli. Io sono sulle medie, insieme a N., una mia ex compagna di classe delle elementari.
E' difficile, a livelli indescrivibili. Non è facile fare l'educatore, insegnargli a fare i compiti, ma non solo. Perchè la maggior parte dei bambini ha problemi e grandi. Di apprendimento, ma non solo. Sono i problemi che hanno al di fuori della scuola a lasciar senza parole.
Mi bastano poche ore con loro, tutti i giorni per arrivare a casa con mille pensieri. E continuare a domandarmi come posso aiutarli, dove sbaglio e cosa si può davvero fare per loro... e capire che insegnare è un mestiere difficile...
Un giorno spiegherò meglio, ma stasera sono proprio stanca.
I bambini di elementari e medie vengono lì il pomeriggio e fanno i compiti, soprattutto perchè i genitori che lavorano non vogliono lasciarli in casa da soli. Io sono sulle medie, insieme a N., una mia ex compagna di classe delle elementari.
E' difficile, a livelli indescrivibili. Non è facile fare l'educatore, insegnargli a fare i compiti, ma non solo. Perchè la maggior parte dei bambini ha problemi e grandi. Di apprendimento, ma non solo. Sono i problemi che hanno al di fuori della scuola a lasciar senza parole.
Mi bastano poche ore con loro, tutti i giorni per arrivare a casa con mille pensieri. E continuare a domandarmi come posso aiutarli, dove sbaglio e cosa si può davvero fare per loro... e capire che insegnare è un mestiere difficile...
Un giorno spiegherò meglio, ma stasera sono proprio stanca.
mercoledì 15 ottobre 2008
E' che ce l'hanno tutti...
Io mi domando : perchè tutti quelli che incontro hanno Facebook e quando rispondo che io no, non ce l'ho, mi guardano come se fossi un'aliena?! Cosa sarà mai?!
Ho capito che va di moda, ma a tutto c'è un limite.
Ho capito che va di moda, ma a tutto c'è un limite.
mercoledì 8 ottobre 2008
3 + 2
Dato che il 3 l'ho praticamente concluso e che al 2 mi sono prenotata, posso ribadire che è una riforma utile ad un solo scopo : allungare il tempo che si passa in università. Altre utilità : poche, forse solo quella di potersi dire laureato/dottore dopo 3 anni, anzichè 4, o 5. Tutto il resto è un disastro.
Dal piano di studi della mia facoltà del 1999-2000 risulta che, se fossi nata prima e avessi iniziato l'uni in quegli anni, mi sarei trovata a fare 20 esami in 4 anni. Negli ultimi 3 io ne ho fatti 25.
Direte : la difficoltà è diversa. Io rispondo : non sempre. Gli esami da 1500/2000 pagine li ho fatti anch'io, di esami in cui su 180 persone ne passano 20 li ho fatti. Senza considerare che aumentano gli esami, diminuiscono gli anni e gli appelli (intesi come giorni disponibili per fare gli esami) rimangono gli stessi. Mediamente la probabilità che esami capitino negli stessi giorni è perfettamente normale. Quest'anno ne ho fatti 3 in 4 giorni. Ma io faccio scienze politiche. Lui l'anno scorso ne ha fatti 4 in 5 giorni. E un giorno sarà ingegnere.
Senza contare l'inconveniente della tesi del 3° anno. Se nel vecchio ordinamento ci si disperava 12 mesi a fare la tesi, ma alla fine eri davvero laureato, oggi ne impieghi almeno 6. E sei un laureato a metà. Teoricamente ci si dovrebbe laureare verso settembre, insomma, alla fine del 3 anno in università, dato che l'anno accademico inizia in ottobre. Mediamente ci si laurea verso dicembre. Perchè intanto ci sono i 25 esami da dare. Poi sei laureato, ma quanti riescono a trovare un lavoro con una laurea triennale?Pochi. A meno che tu non sia ingegnere. E anche se lo sei, quello che si specializza sarà sempre un passo avanti nella classifica dei datori di lavoro.
Laurearsi verso dicembre vuol dire : se ti va bene l'università ti accetta alla specialistica sotto condizione (ciè ti iscrivi, paghi la retta, e se ti laurei entro un certo periodo allora sei davvero iscritto. Altrimenti, hai pagato la retta e te ne stai a casina.), se ti va male l'università ha come condizione che ti laurei entro ottobre. Quindi stai a casina, perdi un anno e il tuo 3+2 diventa uguale a 6.
Direte : beh, potevi impegnarti e laurearti a settembre. Fosse facile. Io dovevo laurearmi il 25 di settembre appunto. Ma dato che la mia tesi doveva essere perfetta è stata rimandata al 5 novembre. Ah, sì, ci ho lavorato circa 8 mesi e vale 3 crediti sui 180 totali dei 3 anni. Ma io faccio scienze politiche e per alcuni, lo so, è tutta una passeggiata. Questo spiega perchè il primo anno eravamo in 400, il secondo la metà e l'ultimo in un centinaio. In corso la metà.
Ora, per l'università è un business. Fare domanda al rettore per laurearti costa 15 euro di marca da bollo e 45 per il foglio su cui vedrai scritto "sei laureato con una laurea che vale poco, nel mondo del lavoro e tanto dovrai fare gli altri 2". 60 euro. Senza contare i soldini che servono per fare rilegare 3 copie, per comprare il vestito, le scarpe e la coroncina. E magari per festeggiare con gli amici, perchè la prima parte è fatta.
Ma io faccio scienze politiche e forse vedo complicato anche quello che non lo è.
PS : questo è un post dedicato anche a tutti quelli che pensano che chi fa scienze politiche non ha voglia di fare niente e che se voleva davvero studiare avrebbe dovuto fare ingegneria. O medicina. Io sono orgogliosa di averlo fatto, perchè ho avuto il coraggio di non cercare il lavoro sicuro (come molti che fanno ingegneria non per passione, ma per avere il sedere al caldo, domani), perchè sono convinta che non è quello che fai, ma è come lo fai e il perchè che contano davvero.
Dal piano di studi della mia facoltà del 1999-2000 risulta che, se fossi nata prima e avessi iniziato l'uni in quegli anni, mi sarei trovata a fare 20 esami in 4 anni. Negli ultimi 3 io ne ho fatti 25.
Direte : la difficoltà è diversa. Io rispondo : non sempre. Gli esami da 1500/2000 pagine li ho fatti anch'io, di esami in cui su 180 persone ne passano 20 li ho fatti. Senza considerare che aumentano gli esami, diminuiscono gli anni e gli appelli (intesi come giorni disponibili per fare gli esami) rimangono gli stessi. Mediamente la probabilità che esami capitino negli stessi giorni è perfettamente normale. Quest'anno ne ho fatti 3 in 4 giorni. Ma io faccio scienze politiche. Lui l'anno scorso ne ha fatti 4 in 5 giorni. E un giorno sarà ingegnere.
Senza contare l'inconveniente della tesi del 3° anno. Se nel vecchio ordinamento ci si disperava 12 mesi a fare la tesi, ma alla fine eri davvero laureato, oggi ne impieghi almeno 6. E sei un laureato a metà. Teoricamente ci si dovrebbe laureare verso settembre, insomma, alla fine del 3 anno in università, dato che l'anno accademico inizia in ottobre. Mediamente ci si laurea verso dicembre. Perchè intanto ci sono i 25 esami da dare. Poi sei laureato, ma quanti riescono a trovare un lavoro con una laurea triennale?Pochi. A meno che tu non sia ingegnere. E anche se lo sei, quello che si specializza sarà sempre un passo avanti nella classifica dei datori di lavoro.
Laurearsi verso dicembre vuol dire : se ti va bene l'università ti accetta alla specialistica sotto condizione (ciè ti iscrivi, paghi la retta, e se ti laurei entro un certo periodo allora sei davvero iscritto. Altrimenti, hai pagato la retta e te ne stai a casina.), se ti va male l'università ha come condizione che ti laurei entro ottobre. Quindi stai a casina, perdi un anno e il tuo 3+2 diventa uguale a 6.
Direte : beh, potevi impegnarti e laurearti a settembre. Fosse facile. Io dovevo laurearmi il 25 di settembre appunto. Ma dato che la mia tesi doveva essere perfetta è stata rimandata al 5 novembre. Ah, sì, ci ho lavorato circa 8 mesi e vale 3 crediti sui 180 totali dei 3 anni. Ma io faccio scienze politiche e per alcuni, lo so, è tutta una passeggiata. Questo spiega perchè il primo anno eravamo in 400, il secondo la metà e l'ultimo in un centinaio. In corso la metà.
Ora, per l'università è un business. Fare domanda al rettore per laurearti costa 15 euro di marca da bollo e 45 per il foglio su cui vedrai scritto "sei laureato con una laurea che vale poco, nel mondo del lavoro e tanto dovrai fare gli altri 2". 60 euro. Senza contare i soldini che servono per fare rilegare 3 copie, per comprare il vestito, le scarpe e la coroncina. E magari per festeggiare con gli amici, perchè la prima parte è fatta.
Ma io faccio scienze politiche e forse vedo complicato anche quello che non lo è.
PS : questo è un post dedicato anche a tutti quelli che pensano che chi fa scienze politiche non ha voglia di fare niente e che se voleva davvero studiare avrebbe dovuto fare ingegneria. O medicina. Io sono orgogliosa di averlo fatto, perchè ho avuto il coraggio di non cercare il lavoro sicuro (come molti che fanno ingegneria non per passione, ma per avere il sedere al caldo, domani), perchè sono convinta che non è quello che fai, ma è come lo fai e il perchè che contano davvero.
martedì 23 settembre 2008
Il buongiorno si vede dal mattino
Ho passato il test d'ingresso!!!!!
Con poco, ok, ma l'importante è avercela fatta. E quando su 176 ti accorgi che solo in 27 l'hanno passato è già un'enorme soddisfazione! :)
domenica 31 agosto 2008
L'estate sta finendo
Ho appena finito l'indice della tesi.
Mercoledì il responso finale, tenete le dita incrociate, che se tutto va bene 25 giorni e mi faccio chiamare dottoressa...
Mercoledì il responso finale, tenete le dita incrociate, che se tutto va bene 25 giorni e mi faccio chiamare dottoressa...
domenica 17 agosto 2008
Eventi
Giovedì, verso le 18:50, ero al telefono con Riccardo. Intanto ho notato che sul mio cellulare compariva un messaggio. La tim comunicava che qualcuno stava tentando di chiamarmi e io ero occupata. Non un qualcuno qualsiasi, ma il papà di Riccardo.
Sorpresa (direi a livelli piuttosto considerevoli) ho annunciato al fidanzato che suo papà mi chiamava e che quindi avrei messo giù, per capire cosa voleva.
Tempo 4 secondi e mi chiama.
"Pronto"
"Cristina?Ciao"
A tutto questo è seguito un infarto multiplo. Non per la telefonata in sè, ma perchè dopo 2 anni e 10 mesi che io e il figlio stiamo insieme ha iniziato a darmi del tu. No, non potete immaginarla la mia faccia.
"Stasera facciamo una festa a sorpresa per Riccardo. Ti vengo a prendere?"
Il secondo infarto della giornata. Allora no, mi preparo e lo raggiungo io a Piacenza.
Alle 19:20, non so come, sono davanti all'ufficio.
Saliamo in macchina e sto composta come non sono mai stata in vita mia, così, per soggezione o perchè Riccardo vedendo come stavo in macchina, un giorno di qualche anno fa, ha affermato "in macchina con mio papà certe cose non si possono fare". La mia risposta in quel giorno era stata "tanto non salirò mai in macchina con lui". Ci ripensavo e dentro di me ridevo.
Mi sembrava, mentre lo ascoltavo, mentre mi diceva "ti do del tu, eh?!", che non fosse vero. Non poteva esserlo. Suo papà mi incute un profondo timore, non abbiamo mai parlato veramente di niente, mi sembra che ad ogni parola che possa dire possa essere in qualche modo colpita e affondata. Per questo, anche in macchina, ho proferito poche parole, frasi sensate e lapidarie.
Ci siamo fermati, poi, al supermercato a prendere 2 bottiglie di vino "perchè ieri ci siamo accorti che non c'è neanche una bottiglia di vino buono in casa". I commessi non trovavano le chiavi della vetrinetta. "Non si può scardinare!?".
Non era il timore che mi faceva stare zitta, era che ancora non ci credevo.
Saliamo in macchina con il bottino. Suo papà non è che parla e basta, è un fiume in piena. Lo fissavo, sempre incredula.
Siamo arrivati a casa sua. Mi ha lasciato giù, ricordandomi che "si spengono le luci e c'è la colla delle biscioline, attenta a non attaccarti". Dopo 3 minuti è sceso a prendermi. In ascensore mi ha fatto accucciare, che così non mi vedeva nessuno e mi ha detto che Riccardo era sul divano, il mio compito era spaventarlo.
Peccato che quando l'ascensore si è aperto abbiamo scoperto che Riccardo stava apparecchiando la tavola. Nessuno spavento, in compenso è rimasto a bocca aperta.
Non solo perchè io ero lì, ma perchè ero arrivata con suo papà.
E' seguita una tranquilla serata, a bere vino e champagne, a osservare il perlage e a guardare vecchi filmini... insomma, spavento e timore passati (col vino, è ovvio...)!
Volevano festeggiare il suo compleanno, sorprendendolo e, come mi ha ripetuto suo papà, ero l'unico regalo che erano sicuri che gli piacesse...
Sorpresa (direi a livelli piuttosto considerevoli) ho annunciato al fidanzato che suo papà mi chiamava e che quindi avrei messo giù, per capire cosa voleva.
Tempo 4 secondi e mi chiama.
"Pronto"
"Cristina?Ciao"
A tutto questo è seguito un infarto multiplo. Non per la telefonata in sè, ma perchè dopo 2 anni e 10 mesi che io e il figlio stiamo insieme ha iniziato a darmi del tu. No, non potete immaginarla la mia faccia.
"Stasera facciamo una festa a sorpresa per Riccardo. Ti vengo a prendere?"
Il secondo infarto della giornata. Allora no, mi preparo e lo raggiungo io a Piacenza.
Alle 19:20, non so come, sono davanti all'ufficio.
Saliamo in macchina e sto composta come non sono mai stata in vita mia, così, per soggezione o perchè Riccardo vedendo come stavo in macchina, un giorno di qualche anno fa, ha affermato "in macchina con mio papà certe cose non si possono fare". La mia risposta in quel giorno era stata "tanto non salirò mai in macchina con lui". Ci ripensavo e dentro di me ridevo.
Mi sembrava, mentre lo ascoltavo, mentre mi diceva "ti do del tu, eh?!", che non fosse vero. Non poteva esserlo. Suo papà mi incute un profondo timore, non abbiamo mai parlato veramente di niente, mi sembra che ad ogni parola che possa dire possa essere in qualche modo colpita e affondata. Per questo, anche in macchina, ho proferito poche parole, frasi sensate e lapidarie.
Ci siamo fermati, poi, al supermercato a prendere 2 bottiglie di vino "perchè ieri ci siamo accorti che non c'è neanche una bottiglia di vino buono in casa". I commessi non trovavano le chiavi della vetrinetta. "Non si può scardinare!?".
Non era il timore che mi faceva stare zitta, era che ancora non ci credevo.
Saliamo in macchina con il bottino. Suo papà non è che parla e basta, è un fiume in piena. Lo fissavo, sempre incredula.
Siamo arrivati a casa sua. Mi ha lasciato giù, ricordandomi che "si spengono le luci e c'è la colla delle biscioline, attenta a non attaccarti". Dopo 3 minuti è sceso a prendermi. In ascensore mi ha fatto accucciare, che così non mi vedeva nessuno e mi ha detto che Riccardo era sul divano, il mio compito era spaventarlo.
Peccato che quando l'ascensore si è aperto abbiamo scoperto che Riccardo stava apparecchiando la tavola. Nessuno spavento, in compenso è rimasto a bocca aperta.
Non solo perchè io ero lì, ma perchè ero arrivata con suo papà.
E' seguita una tranquilla serata, a bere vino e champagne, a osservare il perlage e a guardare vecchi filmini... insomma, spavento e timore passati (col vino, è ovvio...)!
Volevano festeggiare il suo compleanno, sorprendendolo e, come mi ha ripetuto suo papà, ero l'unico regalo che erano sicuri che gli piacesse...
mercoledì 13 agosto 2008
13 agosto 1987
mercoledì 30 luglio 2008
Partenze
Ho appena chiuso la valigia. Metà è vuota e questo mi sembra molto molto strano.
Ci si risente il 10, forse.
Invidiateci almeno un po'...
Ci si risente il 10, forse.
Invidiateci almeno un po'...
lunedì 21 luglio 2008
Deciso? Deciso!
Fino a qualche mese fa vedevo chiaramente il mio destino di specializzanda a Milano. Poi ho controllato un minimo come era organizzato il corso di laurea e ho cambiato idea.
A Milano, per quello che vorrei fare, per il lavoro dei miei sogni avrò mille possibilità, ma l'Università, la statale almeno e per Relazioni internazionali, è da prendere e buttar via.
Così, mi sono fatta tentare da consigli e dalle classifiche. Mica nazionali, internazionali direi. Pare che le migliori università per me siano negli Stati Uniti (e non potevo avere nessun dubbio) e, dopo un'analisi incrociata abbiamo anche scoperto che ci sono parecchie università ad altissimi livelli sia per scienze politiche che per ingegneria. Sembra impossibile, ma negli States anche questo è possibile.
Naturalmente l'ipotesi mi allettava enormemente, ma abbiamo deciso di rimandare i nostri progetti, almeno per un annetto, perchè non ce lo dimentichiamo che lui ha ancora un anno per finire la triennale.
Poi abbiamo guardato l'elenco. E il nome è comparso. La prima università italiana per scienze politiche è a Bologna.
Mi sono appena iscritta al test d'ingresso. Intorno alla metà di settembre dovrete tenere le dita incrociate per me.
PS: ah, ci sarebbe da dire che ho innumerevoli progetti per i miei anni di specialistica, ma per questo dovrete aspettare un altro post ;)
A Milano, per quello che vorrei fare, per il lavoro dei miei sogni avrò mille possibilità, ma l'Università, la statale almeno e per Relazioni internazionali, è da prendere e buttar via.
Così, mi sono fatta tentare da consigli e dalle classifiche. Mica nazionali, internazionali direi. Pare che le migliori università per me siano negli Stati Uniti (e non potevo avere nessun dubbio) e, dopo un'analisi incrociata abbiamo anche scoperto che ci sono parecchie università ad altissimi livelli sia per scienze politiche che per ingegneria. Sembra impossibile, ma negli States anche questo è possibile.
Naturalmente l'ipotesi mi allettava enormemente, ma abbiamo deciso di rimandare i nostri progetti, almeno per un annetto, perchè non ce lo dimentichiamo che lui ha ancora un anno per finire la triennale.
Poi abbiamo guardato l'elenco. E il nome è comparso. La prima università italiana per scienze politiche è a Bologna.
Mi sono appena iscritta al test d'ingresso. Intorno alla metà di settembre dovrete tenere le dita incrociate per me.
PS: ah, ci sarebbe da dire che ho innumerevoli progetti per i miei anni di specialistica, ma per questo dovrete aspettare un altro post ;)
sabato 12 luglio 2008
Grest
Il lavoro al Grest prosegue. Più del solito, direi, dato che il 22 faremo una bella festa. I genitori sono stati invitati tutti, alle 19, in oratorio, in programma una cena e uno spettacolino.
A parte il fatto che la cena la dovremo preparare noi educatori e si aspettano almeno 150/200 persone, i bambini sono tutti intenti a provare. Per loro è stato scelto un classico, classicissimo, tanto che c'era anche ieri sera su Italia 1. Grease insomma.
Io, Gemini e un'altra educatrice, Laura, stiamo provando a insegnare a 10 bambine e 10 bambini Summer Nights, o meglio Sere d'Estate (che già l'italiano fanno fatica a capirlo a volte...figuriamoci l'inglese!).
Non stanno un attimo zitti e fermi. Soprattutto i maschi, che ieri hanno dato il meglio.
Bambini!Non sapete cosa vuol dire state zitti?Non vedete le bambine come sono brave? Volete siano migliori di voi?!"
Jacopo (uno dei maschietti) "Tanto ci superano sempre in tutto!"
Questo bambino ha già capito tutto della vita.
A parte il fatto che la cena la dovremo preparare noi educatori e si aspettano almeno 150/200 persone, i bambini sono tutti intenti a provare. Per loro è stato scelto un classico, classicissimo, tanto che c'era anche ieri sera su Italia 1. Grease insomma.
Io, Gemini e un'altra educatrice, Laura, stiamo provando a insegnare a 10 bambine e 10 bambini Summer Nights, o meglio Sere d'Estate (che già l'italiano fanno fatica a capirlo a volte...figuriamoci l'inglese!).
Non stanno un attimo zitti e fermi. Soprattutto i maschi, che ieri hanno dato il meglio.
Bambini!Non sapete cosa vuol dire state zitti?Non vedete le bambine come sono brave? Volete siano migliori di voi?!"
Jacopo (uno dei maschietti) "Tanto ci superano sempre in tutto!"
Questo bambino ha già capito tutto della vita.
mercoledì 9 luglio 2008
Dopo un giorno pieno di parole
Non so se sia possibile organizzare una giornata perfetta, ma un pomeriggio/sera sì. Lui, non so come, non so perchè, ci riesce sempre.
E così sabato scorso c'è stato un po' di tutto.
Una granita deliziosa a Sirmione e un cono gigante, un accappatoio, un viaggio bendata, una lunghissima passeggiata, una caccia al tesoro, un costume azzurro, una panchina a due passi dal lago, una cena rapidissima, un'agendina su cui scrivere i buoni propositi per l'estate... e tutto il resto.
Ma non è stato Sirmione, non sono stati i regali, la benda, la ricerca, la passeggiata... è lui che in fondo è il mio regalo, non un giorno all'anno, ma tutti i giorni, anche quando mi fa arrabbiare e vorrei solo picchiarlo, perchè poi ci si mette proprio poco a fare pace...
Sto proprio bene.
E così sabato scorso c'è stato un po' di tutto.
Una granita deliziosa a Sirmione e un cono gigante, un accappatoio, un viaggio bendata, una lunghissima passeggiata, una caccia al tesoro, un costume azzurro, una panchina a due passi dal lago, una cena rapidissima, un'agendina su cui scrivere i buoni propositi per l'estate... e tutto il resto.
Ma non è stato Sirmione, non sono stati i regali, la benda, la ricerca, la passeggiata... è lui che in fondo è il mio regalo, non un giorno all'anno, ma tutti i giorni, anche quando mi fa arrabbiare e vorrei solo picchiarlo, perchè poi ci si mette proprio poco a fare pace...
Sto proprio bene.
mercoledì 2 luglio 2008
Lavoretti estivi
Per colpa della cara socia Gemini (1) la sottoscritta ha iniziato l'avventura come educatrice al Grest, centro estivo di CSG City.
Nonostante faccia solo 4 ore al giorno è decisamente distruttivo - e ho iniziato da 3 giorni, sottolineo solo 3. I bambini sono incontenibili e mi sento già vecchia per corrergli dietro.
E ho stramaledetto il giorno in cui gli ho detto come mi chiamo.
E' un continuo chiamare per ogni motivo, perchè i bambini sono tanti e seguirli tutti è impossibile. Ogni volta che ne stai inseguendo uno, arriva la bimba che vuole giocare a pallavolo, il bambino a cui devi allacciare la scarpina, il bambino che va in giro a picchiare brutalmente chiunque gli capiti tra le mani.
Come se non bastasse ho già le spalle scottate. Vedete un po' voi.
(1) si è iscritta al blog, come Liv, solo che per problemi di tempo non hanno ancora scritto...
Nonostante faccia solo 4 ore al giorno è decisamente distruttivo - e ho iniziato da 3 giorni, sottolineo solo 3. I bambini sono incontenibili e mi sento già vecchia per corrergli dietro.
E ho stramaledetto il giorno in cui gli ho detto come mi chiamo.
E' un continuo chiamare per ogni motivo, perchè i bambini sono tanti e seguirli tutti è impossibile. Ogni volta che ne stai inseguendo uno, arriva la bimba che vuole giocare a pallavolo, il bambino a cui devi allacciare la scarpina, il bambino che va in giro a picchiare brutalmente chiunque gli capiti tra le mani.
Come se non bastasse ho già le spalle scottate. Vedete un po' voi.
(1) si è iscritta al blog, come Liv, solo che per problemi di tempo non hanno ancora scritto...
lunedì 30 giugno 2008
Diritto pubblico
Esame giovedì 26, ore 10, aula C.
Alle 9 entro in aula, ripetendomi che tanto "ho ancora un'ora per ripassare", anche perchè da uno a 10 so 5. E mezzo al massimo.
"Frequentante o non frequentante?!" Io con la calma di chi ha ancora tempo "non frequentante".
"Bene allora iniziamo!"
Un assistente brutto, lampadato e profondamente stempiato. Naturalmente in giacca e cravatta. Parte con una domanda, inizio a rispondere, mi blocca. Parla per un po', poi continuo. Intanto arriva un omino con in mano un telecomandino bianco, che dialoga bellamente con il lampadato. C'è il climatizzatore (forse l'unica aula a scienze politiche che ce l'ha), ma siccome hanno perso il telecomando non riescono a farlo andare. Alla notizia l'assistente sclera. Inizia a sudare ancora di più. Altra domanda, altra corsa.
Poi annuncia che l'ultima domanda "gliela farà la professoressa", aggiunge "intanto vada a sedersi". Tiene lì il mio libretto e si guarda attorno con aria furtiva, prende un foglietto e scrive. Scrive il voto con cui mi presenterò davanti alla strega, coprendo il foglio, non si sa mai che qualcuno volesse copiare.
Sono le 9:35, mi tocca aspettare almeno le 10, perchè la prof spacca il secondo. Arriva ed è già al suo livello massimo di sopportazione, "perchè fa caldo, perchè siete in 80, perchè stasera si andrà avanti fino alle 8". Intanto che fa tutto quello che deve fare arrivano le 10:15. A quel punto inizia a interrogare, ma per puro caso prende un libretto che non è il mio e l'altro lo passa ad un'altra assistente.
Questa mi chiama, mi fa fare una domanda da un assistente attempato e finito l'esame.
Alle 10:30 invio un messaggino a Riccardo, che intanto stava facendo finta di fare un esame (:P) "mi ha dato 18, l'ho rifiutato".
Alle 11:20, finito il suo esame, affranto per il mio parte da Milano per passarmi a prendere a Pavia. Arriva alle 13 e gli sventolo il mio bel libretto sotto il naso.
28, accettato, sottoscritto e verbalizzato. Insomma, siamo a - 1.
Alle 9 entro in aula, ripetendomi che tanto "ho ancora un'ora per ripassare", anche perchè da uno a 10 so 5. E mezzo al massimo.
"Frequentante o non frequentante?!" Io con la calma di chi ha ancora tempo "non frequentante".
"Bene allora iniziamo!"
Un assistente brutto, lampadato e profondamente stempiato. Naturalmente in giacca e cravatta. Parte con una domanda, inizio a rispondere, mi blocca. Parla per un po', poi continuo. Intanto arriva un omino con in mano un telecomandino bianco, che dialoga bellamente con il lampadato. C'è il climatizzatore (forse l'unica aula a scienze politiche che ce l'ha), ma siccome hanno perso il telecomando non riescono a farlo andare. Alla notizia l'assistente sclera. Inizia a sudare ancora di più. Altra domanda, altra corsa.
Poi annuncia che l'ultima domanda "gliela farà la professoressa", aggiunge "intanto vada a sedersi". Tiene lì il mio libretto e si guarda attorno con aria furtiva, prende un foglietto e scrive. Scrive il voto con cui mi presenterò davanti alla strega, coprendo il foglio, non si sa mai che qualcuno volesse copiare.
Sono le 9:35, mi tocca aspettare almeno le 10, perchè la prof spacca il secondo. Arriva ed è già al suo livello massimo di sopportazione, "perchè fa caldo, perchè siete in 80, perchè stasera si andrà avanti fino alle 8". Intanto che fa tutto quello che deve fare arrivano le 10:15. A quel punto inizia a interrogare, ma per puro caso prende un libretto che non è il mio e l'altro lo passa ad un'altra assistente.
Questa mi chiama, mi fa fare una domanda da un assistente attempato e finito l'esame.
Alle 10:30 invio un messaggino a Riccardo, che intanto stava facendo finta di fare un esame (:P) "mi ha dato 18, l'ho rifiutato".
Alle 11:20, finito il suo esame, affranto per il mio parte da Milano per passarmi a prendere a Pavia. Arriva alle 13 e gli sventolo il mio bel libretto sotto il naso.
28, accettato, sottoscritto e verbalizzato. Insomma, siamo a - 1.
giovedì 12 giugno 2008
Attimi
Non è giusto. Non è giusto sentirsi feriti in questo modo, sapere già che non basteranno tutte le scuse di questo mondo per farti star meglio.
E' comodo chiedere scusa e pensare di riparare tutto con un "mi dispiace". Non tutto. Sono buona, in fondo e con una scusa se la cavano un po' tutti. Io perdono sempre, ma non si può dimenticare tutto.
Ci sono ferite che lasciano cicatrici indelebili, che al primo piccolo urto si riaprono e fanno più male della prima volta. E adesso ho il cuore stritolato in una morsa, tanto da non riuscire a fare altro che pensarci. E scrivere.
Perchè sono grande e potrei difendermi in ogni modo. Potrei, per orgoglio, per carattere, per quello che volete.
Non lo farò. Avrei tante parole da dire, ma non sono io a dover parlare. Non questa volta. Aspetterò le scuse, i chiarimenti e tutto il resto. Lo farò per me stavolta. Per vedere se in fondo c'è ancora una lucina, qualcosa che non merita di essere lasciato spento.
Perchè tutto questo? Perchè una bugia è il peggiore dei tradimenti. Perchè errare umano e perseverare è diabolico, ma dicono che perdonare sia divino. Dicono.
E' comodo chiedere scusa e pensare di riparare tutto con un "mi dispiace". Non tutto. Sono buona, in fondo e con una scusa se la cavano un po' tutti. Io perdono sempre, ma non si può dimenticare tutto.
Ci sono ferite che lasciano cicatrici indelebili, che al primo piccolo urto si riaprono e fanno più male della prima volta. E adesso ho il cuore stritolato in una morsa, tanto da non riuscire a fare altro che pensarci. E scrivere.
Perchè sono grande e potrei difendermi in ogni modo. Potrei, per orgoglio, per carattere, per quello che volete.
Non lo farò. Avrei tante parole da dire, ma non sono io a dover parlare. Non questa volta. Aspetterò le scuse, i chiarimenti e tutto il resto. Lo farò per me stavolta. Per vedere se in fondo c'è ancora una lucina, qualcosa che non merita di essere lasciato spento.
Perchè tutto questo? Perchè una bugia è il peggiore dei tradimenti. Perchè errare umano e perseverare è diabolico, ma dicono che perdonare sia divino. Dicono.
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